7 Ottobre 2026
EuropaPolitica

ECR: “È ora di cessare la cooperazione difensiva tra UE e Turchia”.

In una richiesta di risposta scritta alla Commissione europea, il deputato Emmanouil Fragkos (ECR) ha sollevato critiche severe nei confronti della partecipazione della Turchia alla difesa europea, definendola “ironica” alla luce delle ripetute violazioni dei principi di stabilità e diritti umani sanciti dal Common Position 2008/944/CFSP sulle esportazioni di armi europee.

Secondo Fragkos, Ankara avrebbe utilizzato armi e tecnologie europee per condurre attacchi militari in Siria e Iraq senza mandato internazionale, collaborando con gruppi para-militari e reprimendo brutalmente la popolazione interna, in particolare i curdi. La denuncia cita l’impiego di veicoli e armamenti prodotti da aziende europee come Iveco, Mercedes-Benz, Rheinmetall, MAN, Heckler & Koch, Renault Trucks Defense e Alsetex, nonché di gas lacrimogeni e dispositivi antisommossa importati da Germania, Gran Bretagna e Francia.

Il deputato ricorda episodi emblematici: la repressione delle proteste di Gezi Park nel 2013, l’uso eccessivo della forza dopo il tentato colpo di stato del luglio 2016 e la costante aggressione verso Grecia e Cipro, che contravverrebbero al principio europeo di non minacciare la pace e la sicurezza regionale.

Premesse per chiedere alla Commissione Ue (la stessa che da tempo si felicità per l’aumento della spesa militare) se sarà applicato un divieto totale di esportazione di equipaggiamenti e know-how tecnologico verso la Turchia.

L’Alto Rappresentante Kallas, intervenendo per conto della Commissionevon der Leyen, ha sottolineato, ricordando le conclusioni del Consiglio del 14 ottobre 2019, che alcuni Stati membri avevano deciso di sospendere le esportazioni di armi verso la Turchia. “Tali decisioni si basano sul Common Position 2008/944/CFSP, in particolare sul criterio 4 relativo alla stabilità regionale, che funge da base per negare licenze di esportazione”.

“L’UE ha ribadito che la Turchia deve rispettare la sovranità e l’integrità territoriale di tutti gli Stati membri, conformarsi al diritto internazionale e contribuire alla de-escalation delle tensioni nel Mediterraneo orientale”, ha aggiunto la Kallas.

foto Army Spc. Matthew Keegan