Ebola nella Repubblica Democratica del Congo, oltre 200 morti sospette
Sale a oltre 200 il bilancio delle vittime potenzialmente legate alla nuova epidemia di Ebola nella Repubblica Democratica del Congo. A comunicarlo è stato il ministero congolese della Comunicazione e dei Media attraverso un aggiornamento diffuso sui social ufficiali.
Secondo i dati forniti dalle autorità, dall’inizio dell’emergenza sono stati registrati 204 decessi sospetti e 867 casi probabili di contagio nelle province orientali di Ituri, Nord Kivu e Sud Kivu, le aree maggiormente colpite dall’epidemia.
Al momento, tuttavia, solo 10 morti e 91 infezioni sono state confermate tramite analisi di laboratorio, mentre proseguono gli accertamenti sanitari sui casi sospetti.
L’epicentro del focolaio viene individuato nella provincia di Ituri, al confine con l’Uganda, dove è stato segnalato anche un decesso e almeno cinque casi sospetti collegati alla diffusione del virus.
Le autorità sanitarie congolesi avevano ricevuto i primi segnali dell’epidemia già il 5 maggio scorso, ma secondo gli esperti il virus potrebbe aver circolato inosservato per diverse settimane prima dell’identificazione ufficiale del focolaio.
Nella notte tra il 16 e il 17 maggio, l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha dichiarato l’epidemia in Congo e Uganda un’emergenza sanitaria pubblica di rilevanza internazionale, alla luce del rischio di ulteriore espansione regionale.
L’attuale epidemia è causata dal ceppo Bundibugyo del virus Ebola, individuato per la prima volta in Uganda nel 2007. Secondo le stime sanitarie, il tasso di mortalità di questa variante può oscillare tra il 30% e il 50%.
Attualmente non esistono vaccini né terapie specifiche approvate contro questo ceppo del virus, mentre le autorità sanitarie locali e internazionali stanno intensificando le attività di monitoraggio, isolamento dei casi sospetti e contenimento della diffusione dell’infezione.
foto ©Andrea Sabbadini
