E5, Kaja Kallas: “Sostegno a Kiev, pressione su Mosca e cooperazione più stretta con la NATO”.
Una riunione definita “aperta e costruttiva” quella dell’European Group of Five (E5), al termine della quale l’Alto Rappresentante dell’UE Kaja Kallas ha ribadito la necessità di intensificare il sostegno all’Ucraina, rafforzare la deterrenza europea e coordinarsi in modo ancora più stretto con la NATO.
Kallas ha espresso apprezzamento per l’annuncio della Germania, che dal prossimo anno aumenterà il proprio sostegno finanziario a Kiev fino a 11,5 miliardi di euro. “Un segnale potente. La leadership tedesca salva vite e rappresenta un esempio per tutta l’Europa”.
Reduce dal vertice dei ministri degli Esteri del G7, l’Alto Rappresentante ha sottolineato come la priorità condivisa resti un cessate il fuoco immediato e completo. “Ma al momento la Russia non vuole negoziare. Ogni tentativo di dialogo è accolto con nuovi missili. L’ultima ondata di attacchi dimostra che Mosca punta a prolungare la guerra”.
Sostegno finanziario a Kiev e uso dei beni russi congelati.
Secondo Kallas, l’Ucraina avrà bisogno di maggiori risorse già nel 2026. Tra le opzioni, la più efficace rimane l’impiego degli asset russi immobilizzati. “È il modo più chiaro per garantire la difesa ucraina e dimostrare alla Russia che il tempo non gioca a suo favore. Il costo di sostenere Kiev è infinitamente inferiore al prezzo di una vittoria russa”.
Sul fronte delle sanzioni, Kallas ha confermato che l’UE sta lavorando al ventesimo pacchetto. “Le sanzioni funzionano, soprattutto quando sono coordinate con i nostri partner. Le ultime misure statunitensi stanno già privando Mosca di entrate fondamentali per finanziare la guerra”.
Nel corso dell’incontro si è discusso anche dell’aumento degli attacchi ibridi contro l’Europa: sabotaggi, intrusioni cyber, droni. “Non possiamo accettarlo come un nuovo normal”, ha avvertito Kallas, sottolineando la necessità di un’azione congiunta e sistematica.
L’UE sta portando avanti una roadmap per colmare nove principali carenze di capacità militare e, già dalla prossima settimana, la Commissione presenterà un piano per migliorare la mobilità militare: infrastrutture più robuste, procedure più rapide per lo spostamento delle truppe e risorse logistiche condivise.
Nel corso della sessione di domande e risposte, Kallas ha precisato che i piani europei non duplicano quelli della NATO, ma li integrano. “Siamo in costante coordinamento. Le capacità devono essere sviluppate dagli Stati membri, e le ‘Capability Coalitions’ servono proprio a sostenere gli obiettivi militari comuni”.
Cina, Balcani e difesa aerea dell’Ucraina.
Tra i temi affrontati anche il ruolo della Cina, definita da Kallas “il principale facilitatore della guerra russa”, e le crescenti preoccupazioni per le sue pratiche coercitive e per la dipendenza europea da materie prime strategiche.
Sui Balcani Occidentali, l’Alto Rappresentante ha ricordato la recente proroga del mandato EUFOR in Bosnia-Erzegovina e la necessità di riflettere sul futuro della missione in caso di un eventuale veto russo. “La stabilità della regione è cruciale. Serve presenza militare, ma anche un reale avanzamento del processo di adesione all’UE”.
Infine, sulle richieste di difesa aerea avanzate da Kiev dopo i nuovi attacchi con droni, Kallas ha ribadito l’urgenza: “L’Ucraina ha bisogno di più sistemi di difesa e più munizioni. Ma la decisione spetta agli Stati membri: l’UE non possiede capacità proprie”.
“Mosca vuole dimostrare di poter resistere più a lungo dell’Europa — ha concluso —. Dobbiamo dimostrare il contrario”.
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