Drone in Romania. Putin: “Non siamo stati noi”
L’ambasciata russa a Bucarest accusa la Romania di aver strumentalizzato l’incidente del drone caduto a Galati per portare avanti la linea di confronto con Mosca dettata da NATO e Unione Europea.
“La Romania segue apertamente il corso di politica estera di UE e NATO orientato allo scontro con la Russia e, a giudicare da come si sono sviluppati gli eventi oggi, ha utilizzato l’incidente di Galati come pretesto per attuare una decisione già presa in precedenza”, ha dichiarato la missione diplomatica russa al quotidiano Izvestia.
L’ambasciatore russo a Bucarest, Vladimir Lipayev, aveva già definito l’accaduto una provocazione del regime di Kiev, tesa a trascinare la NATO in un conflitto diretto con Mosca e a distogliere l’attenzione da quello che ha descritto come un crimine barbarico ucraino a Starobelsk, in riferimento all’attacco del 22 maggio contro un istituto scolastico che ha causato la morte di 21 studenti.
Il 29 maggio il ministero della Difesa romeno aveva comunicato che un drone si era schiantato sul tetto di un edificio residenziale a Galati, attribuendo la responsabilità a Mosca. Il Cremlino ha respinto l’accusa.
Putin: “Drone probabilmente ucraino. Pronti a indagare”.
Ad Astana, il presidente Vladimir Putin ha affermato che il velivolo caduto in territorio romeno era con ogni probabilità un drone ucraino, ricordando che episodi analoghi si sono già verificati in altri Paesi europei.
Putin ha aggiunto che Mosca è disponibile a condurre un’indagine imparziale, a condizione che i rottami del drone vengano consegnati alle autorità russe: “Solo allora potremo valutare cosa è realmente accaduto”.
Medvedev: “L’Europa è belligerante, l’Ucraina solo uno strumento”.
Il vicepresidente del Consiglio di Sicurezza russo, Dmitri Medvedev, è andato ancora più lontano, sostenendo che i Paesi dell’Unione Europea siano ormai da considerarsi partecipanti diretti al conflitto contro la Russia.
“I Paesi europei sono partecipanti diretti alla guerra contro la Russia, e nessuno lo nega più. Usano i banderisti come proxy, ma per noi che differenza fa?”, ha scritto Medvedev sulla piattaforma di messaggistica russa Max.
“Droni europei, i loro componenti e altre armi, per non parlare dell’intelligence, fanno parte degli attacchi quotidiani al nostro Paese, causando danni alle abitazioni e vittime civili”, ha proseguito, attribuendo la responsabilità dell’attacco a Starobelsk a diversi leader europei, tra cui la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, il cancelliere tedesco Friedrich Merz, il presidente francese Emmanuel Macron e il premier britannico Keir Starmer.
foto kremlin.ru
