Dromos si chiude a Cabras con il gran concerto dei Subsonica
Cala il sipario sulla ventottesima edizione di Dromos, il “festival in movimento” che per settimane ha attraversato luoghi, paesaggi e linguaggi artistici diversi nell’oristanese. L’atto conclusivo va in scena domenica 16 agosto a Cabras, quando alle 22 la Stagno Arena accoglierà i Subsonica, protagonisti dell’unica tappa sarda del tour “Terre Rare 96–26”, con cui la band torinese festeggia i suoi trent’anni di attività.
Non è un finale casuale, ma un ritorno alle origini della rassegna: era stato proprio il concerto dei Subsonica, annunciato lo scorso febbraio, il primo tassello del programma 2026, costruito poi attorno al tema “Secrets”. A distanza di sei mesi quella stessa data diventa l’ultima carta di un festival che ha giocato sul confine tra ciò che si mostra e ciò che resta nascosto, tra attesa e rivelazione. Anche il titolo dell’ultimo disco della band, “Terre Rare”, richiama del resto qualcosa di prezioso ma sepolto, da riportare alla luce: un’immagine che dialoga naturalmente con il filo conduttore scelto da Dromos.
Il concerto è organizzato dall’Associazione Culturale Dromos con il sostegno del Comune di Cabras, del Ministero della Cultura, della Regione Autonoma della Sardegna – attraverso gli assessorati alla Pubblica Istruzione, Beni Culturali, Informazione, Spettacolo e Sport e al Turismo, Artigianato e Commercio – e della Fondazione di Sardegna.
Trent’anni di storia.
Sul palco della Stagno Arena saliranno i cinque musicisti che da tre decenni danno forma al suono della band: Samuel Romano alla voce, Max Casacci alla chitarra, Davide “Boosta” Dileo alle tastiere, Luca “Vicio” Vicini al basso ed Enrico “Ninja” Matta alla batteria. Nati a Torino nel 1996, i Subsonica hanno saputo far dialogare mondi che negli anni Novanta in Italia procedevano spesso separati – elettronica, club culture, rock e scrittura cantautorale – costruendo un linguaggio riconoscibile che non ha mai smesso di cercare nuove strade, sostenuto da una dimensione live sempre centrale nella loro identità.
È proprio il trentennale a dare il nome al tour “Terre Rare 96–26”, partito il 26 giugno dopo il successo delle quattro date speciali “Cieli su Torino 96–26”, andate sold out tra la fine di marzo e i primi di aprile nel capoluogo piemontese. Ma quella dei Subsonica non è soltanto un’operazione nostalgia: il tour intreccia trent’anni di storia con una fase creativa nuova, segnata dall’undicesimo album della band, “Terre Rare”, uscito lo scorso 20 marzo per Epic Records/Sony Music Italy.
Un disco tra geografie reali e immaginarie.
Il nuovo lavoro nasce come un viaggio attraverso paesaggi sonori reali e immaginari e insieme come un’esplorazione del presente, delle sue ferite e delle sue spinte in avanti. Rispetto al passato la band si muove verso sonorità più organiche, complice anche l’uso di strumenti raccolti durante un percorso compiuto sull’altra sponda del Mediterraneo: una ricerca che guarda avanti senza rinnegare l’identità costruita in trent’anni di carriera.
È in questa doppia prospettiva – memoria e ricerca, storia e necessità di continuare a esplorare – che si gioca il senso di “Terre Rare 96–26”: il repertorio più consolidato incontra il materiale più recente, mentre sul palco torna la miscela di elettronica, tensione rock e impatto fisico che ha sempre contraddistinto i live della band. Il concerto di Cabras diventa così qualcosa di più di una semplice ricorrenza: un punto di osservazione su una storia trentennale che continua a produrre musica nuova, senza limitarsi a ripercorrere ciò che è già stato.
foto_Ivan_Cazzola
