7 Marzo 2026
PoliticaSardegna

Doppi capoluoghi in Sardegna, Piana all’attacco: “Spreco di denaro pubblico”.

“In Sardegna si sta consumando uno scandalo politico e istituzionale senza precedenti”. A dirlo oggi è Tore Piana, già consigliere regionale, critico verso le nuove Province con doppio capoluogo – Gallura Nord-Est (Olbia-Tempio), Medio Campidano (Sanluri-Villacidro), Sulcis Iglesiente (Carbonia-Iglesias) e Ogliastra (Lanusei-Tortolì). Un sistema, a suo dire, nato da “norme confuse e piegate agli interessi di pochi”, nel silenzio della presidente della Regione Alessandra Todde.

Secondo Piana, Comuni che non hanno le caratteristiche di veri capoluoghi si comportano come tali, con sindaci e assessori che percepiscono indennità equiparate a quelle delle città capoluogo, pur amministrando realtà con meno di 15 mila abitanti. “Una situazione mostruosa – accusa – che genera costi ingiustificati e una grave distorsione democratica”.

L’aspetto più opaco, denuncia Piana, riguarda una richiesta formale inviata ad agosto dai sindaci dei quattro doppi capoluoghi alla Regione per ottenere chiarimenti su status istituzionale, indennità e regime elettorale. “Di quella lettera non si sa più nulla: nessuna risposta ufficiale, nessun atto pubblicato. Su quale base giuridica si stanno spendendo soldi pubblici?”, chiede Piana.

Indennità raddoppiate.

I numeri, secondo Piana, parlano da soli. Un sindaco di un Comune sotto i 15 mila abitanti percepisce circa 3.000–3.500 euro lordi al mese; un sindaco di capoluogo può arrivare a 7.000–9.000 euro. Per gli assessori si passa da 2.000 a oltre 5.000 euro mensili. “Moltiplichiamo queste cifre per il numero degli amministratori e per quattro Province: parliamo di centinaia di migliaia di euro sottratti ai servizi reali dei territori”.

A questo si aggiungono altre anomalie: accesso al doppio turno elettorale, possibilità di presentare più liste collegate allo stesso candidato e consigli comunali ridotti a 16 membri nonostante la popolazione inferiore alle soglie previste. “I veri capoluoghi storici, con uffici statali e responsabilità concrete, vengono messi sullo stesso piano di piccoli centri capoluogo solo sulla carta”, attacca Piana.

E mentre in Sardegna chiudono scuole, sportelli postali e presidi sanitari, la politica sceglie (tra le alzate di fumo dela contrapposizione Stato-regione) di mantenere un sistema basato su poltrone e incarichi, alimentando uno spreco istituzionalizzato nel silenzio.

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