Dopo tre ore di vertice tra Putin e Trump nessun accordo concreto.
Il presidente russo Vladimir Putin e quello statunitense Donald Trump hanno parlato per quasi tre ore, accompagnati dai rispettivi ministri degli Esteri e consiglieri.
L’incontro, iniziato con una breve conversazione privata a bordo della limousine presidenziale americana, si è svolto in formato ristretto “tre contro tre”: al fianco di Putin sedevano Sergej Lavrov e il consigliere Yury Ushakov, mentre Trump era affiancato dal segretario di Stato Marco Rubio e dal suo inviato speciale Steve Witkoff.

Al termine dei colloqui, i due leader hanno rilasciato dichiarazioni senza rispondere alle domande dei giornalisti, limitandosi poi a scambiarsi poche battute in piedi. Prima di rientrare in Russia, Putin ha deposto fiori sulle tombe dei piloti sovietici sepolti ad Anchorage. È stata la sua prima visita negli Stati Uniti dopo dieci anni, durata complessivamente poco più di cinque ore.
La crisi ucraina è stata al centro del vertice. Putin ha parlato di “rapporti d’affari e di fiducia molto buoni” con Trump, esprimendo la convinzione che questo dialogo possa accelerare il percorso verso la pace. Ha inoltre ribadito la necessità di “passare dalla contrapposizione al dialogo” per superare il livello più basso dei rapporti bilaterali dai tempi della Guerra fredda.
Putin ha affermato che gli accordi raggiunti in Alaska rappresentano un punto di partenza per cercare una soluzione politica e ha ribadito che la Russia considera il popolo ucraino “fraterno” e che il conflitto in corso è una tragedia dolorosa. Mosca, ha aggiunto, “è pronta a lavorare per garantire la sicurezza dell’Ucraina e confida che l’intesa con Trump possa aprire la strada verso la pace”. Secondo il presidente russo, ancora, se Trump fosse stato alla Casa Bianca nel 2022, la guerra “non sarebbe mai iniziata”.
Si è parlato anche di economia. Come dichiarato dai due leader, nonostante la crescita sia ancora modesta, il commercio bilaterale è aumentato del 20% negli ultimi 8 mesi.
Trump, da parte sua, ha parlato di “enormi progressi” e ha definito il vertice “un 10 su 10”, pur ammettendo che restano questioni irrisolte.
Putin ha proposto di ospitare il prossimo incontro a Mosca. Trump si è detto disponibile, pur riconoscendo che subirebbe critiche per questa scelta.
I media statunitensi hanno però accolto con prudenza il vertice, sottolineando la mancanza di accordi concreti o dettagli sui contenuti. The New York Times ha ipotizzato che Putin abbia rinviato l’annuncio di nuove sanzioni, mentre Bloomberg ha evidenziato come l’assenza di risultati tangibili possa aumentare le preoccupazioni in Europa e a Kiev.
foto Thewhitehouse.gov
