6 Ottobre 2026
Europa

Dopo l’ONU anche Hamas accusa Israele di voler occultare le prove del genocidio a Gaza

Il movimento palestinese Hamas ha denunciato che Israele starebbe tentando di occultare le prove del “genocidio commesso contro i palestinesi nella Striscia di Gaza, attraverso la rimozione, la frantumazione e il trasporto delle macerie sotto le quali si ritiene si trovino ancora i corpi di migliaia di persone disperse”.

In un comunicato, preceduto dalle dichiarazioni della relatrice speciale delle Nazioni Unite per i Territori palestinesi occupati, Francesca Albanese, il movimento ha denunciato “i tentativi del governo di occupazione e del suo esercito di occultare le prove dei crimini brutali commessi contro il nostro popolo nella Striscia di Gaza attraverso la rimozione, la frantumazione e il trasporto delle macerie”.

Secondo Hamas, queste operazioni proseguirebbero nonostante sotto le macerie si trovino “i corpi di migliaia di dispersi e prove materiali dei crimini di genocidio commessi dall’occupazione nell’arco di due anni”.

Il movimento ha sostenuto che la manomissione dei siti contenenti corpi e potenziali prove “costituisce una violazione del diritto internazionale e dell’ordinanza della Corte Internazionale di Giustizia relativa alla conservazione delle prove”. Ha aggiunto che tali azioni rappresentano anche “un affronto alla dignità dei martiri e al diritto delle famiglie di recuperare e seppellire i corpi dei propri cari”.

Il movimento ha chiesto alle Nazioni Unite, alla Corte Penale Internazionale e agli altri organismi competenti di “adottare misure urgenti per proteggere questi siti”, e ha inoltre richiesto che squadre investigative internazionali ed esperti forensi vengano ammessi a Gaza per sovrintendere al recupero dei corpi e alla documentazione e conservazione delle prove.

Hamas ha sottolineato che accelerare la rimozione delle macerie e la ricostruzione di Gaza rappresenta “una necessità umanitaria e nazionale urgente, oltre che un diritto inalienabile del nostro popolo”. Tale processo, ha precisato, deve però essere condotto “in modo da garantire il recupero dei corpi dei dispersi e la conservazione delle prove, impedendo all’occupazione di sfruttare queste operazioni per occultare le prove dei propri crimini e sottrarsi alla responsabilità”.

Lo scorso 3 agosto, l’organizzazione Euro-Mediterranean Human Rights Monitor, con sede a Ginevra, aveva già denunciato le operazioni israeliane di frantumazione e rimozione delle macerie degli edifici distrutti nelle aree sotto controllo militare israeliano a Gaza, condotte con la collaborazione di aziende civili israeliane.

L’organizzazione per i diritti umani ha stimato che almeno 10 milioni di tonnellate di macerie siano state rimosse, frantumate o spostate dalla loro collocazione originaria in aree che, secondo quanto riferito, sarebbero sotto controllo militare israeliano e che coprirebbero circa il 66% dell’enclave. Ha inoltre documentato circa 100 camion israeliani impegnati quotidianamente nel trasporto di macerie fuori da Gaza nelle settimane precedenti la dichiarazione, mentre circa 400 tra veicoli per demolizione, frantumazione e trasporto risulterebbero operativi nelle zone orientali e meridionali dell’enclave.

foto hosny salah da Pixabay.com