Dopo 13 anni riapre il Museo Patroni di Pula: nove sale e i tesori di Nora tornano al pubblico
Tredici anni di attesa. Poi, finalmente, le porte si riaprono. Il Museo Archeologico Giovanni Patroni di Pula torna al pubblico completamente rinnovato e ampliato, con nove sale espositive che ospiteranno i tesori provenienti da Nora, uno dei siti archeologici più importanti del Mediterraneo, e un laboratorio dove i visitatori potranno assistere dal vivo alle operazioni di restauro dei reperti.
Fino al 4 aprile, scuole e residenti potranno visitare gratuitamente il nuovo spazio, un’apertura simbolica alla comunità che per oltre un decennio ha atteso il ritorno del proprio museo.

Cosa troveranno i visitatori?
Le nove sale sono organizzate per aree tematiche che raccontano le diverse epoche di Nora: i luoghi pubblici della città antica, gli spazi di culto, la necropoli. Tra i pezzi di maggior fascino, l’archeologa Chiara Pilo segnala le pitture murarie dell’edificio a est del Foro, un balsamario a forma di babbuino recuperato nella necropoli fenicia, statuette votive rinvenute nell’ex area militare e monili affiorati dalle tombe. Troveranno spazio anche gli ultimi reperti emersi dalla più recente campagna di scavo condotta a Nora.
Il cerchio si chiude.
Con la riapertura del Patroni, Pula completa la propria offerta culturale: il Parco archeologico di Nora, la Torre del Coltellazzo e la chiesetta di Sant’Efisio possono ora contare su un museo cittadino degno del patrimonio che custodiscono. Un risultato che il presidente della Fondazione Andrea Boi definisce la chiusura di un cerchio: “Finalmente potremo offrire ai visitatori una visione d’insieme del nostro immenso patrimonio.” I numeri del Parco di Nora, passato da 65mila a oltre 100mila ingressi annui negli ultimi tre anni, fanno ben sperare per il futuro dell’intero sistema.
