17 Marzo 2026
Sardegna

Dl Sicurezza, otto giovani su dieci favorevoli alle nuove misure

La Generazione Z si schiera a favore della linea dura contro la violenza giovanile. Secondo un instant poll realizzato da Skuola.net su oltre mille studenti, il nuovo Decreto Sicurezza varato dal Governo ottiene un consenso ampio tra i più giovani: l’84% dei partecipanti approva le misure introdotte, mentre solo il 16% le giudica eccessive o sbagliate.

Il provvedimento interviene su diversi aspetti della sicurezza urbana e scolastica, prevedendo l’inasprimento delle pene per il possesso di armi o oggetti atti a offendere, nuove disposizioni sulla resistenza a pubblico ufficiale, il potenziamento del Daspo urbano anche per i minori sopra i 14 anni e misure più severe contro occupazioni abusive e blocchi stradali.

Secondo l’indagine, la forte adesione nasce dalla percezione diffusa di insicurezza tra gli studenti, sempre più spesso spettatori o vittime di episodi di violenza legati a bullismo e baby gang. Un fenomeno confermato anche dai dati dello studio Espad dell’Istituto di fisiologia clinica del Cnr, secondo cui circa 87 mila studenti tra i 15 e i 19 anni avrebbero utilizzato coltelli o altre armi per ottenere qualcosa da qualcuno, pari al 3,5% degli studenti delle scuole superiori italiane.

Dai commenti raccolti sui social del portale emerge una domanda chiara di maggiore tutela. Tra le reazioni più frequenti compaiono espressioni di approvazione netta come “Era ora” o “Tutto giusto”, segno di una richiesta di regole più rigide e di interventi concreti contro l’impunità. Secondo Skuola.net, la maggioranza dei giovani intervistati tende a distinguersi da quella minoranza violenta spesso al centro delle cronache, chiedendo norme chiare e applicate con fermezza.

Non mancano tuttavia le voci critiche. Una parte del campione teme che l’approccio repressivo possa trasformarsi in una risposta superficiale al disagio giovanile, senza intervenire sulle cause profonde. Alcuni studenti sottolineano la necessità di affiancare alle sanzioni investimenti in prevenzione, supporto psicologico ed educazione, evitando il rischio di una militarizzazione degli spazi scolastici e urbani.