7 Marzo 2026
EuropaSardegna

Disoccupazione di lunga durata in Europa: sono oltre 4 milioni gli europei senza lavoro da più di un anno.

Nel 2024, circa 4,2 milioni di cittadini dell’Unione Europea risultavano disoccupati da un anno o più. Secondo i dati di Eurostat, il tasso di disoccupazione di lunga durata – ovvero la quota di persone tra i 15 e i 74 anni rimaste senza lavoro per oltre 12 mesi – si è attestato all’1,9%.
In altre parole, un disoccupato su tre nell’Ue è rimasto senza impiego per più di un anno, una condizione che continua a pesare soprattutto nelle regioni meridionali.

Il Sud Europa resta il fanalino di coda.

Tra le 195 regioni NUTS 2 analizzate, 82 presentano tassi superiori alla media europea, mentre 106 si collocano al di sotto e 7 mostrano valori identici. I livelli più elevati si registrano nel Sud della Spagna e dell’Italia, e nelle regioni ultraperiferiche francesi. Ciudad de Melilla (Spagna), ancora, guida la classifica con un impressionante 16,3% di disoccupazione di lunga durata. Segue Ciudad de Ceuta, anch’essa autonoma, con il 15,8%. La Guadalupa (Francia) è l’unica altra regione europea con un tasso a due cifre (11,4%), seguita da La Réunion (8,2%). In Italia meridionale, la Campania tocca il 9,9%, la Calabria l’8,3% e la Sicilia l’8,0%.

Numeri che confermano il persistente divario economico e occupazionale tra Nord e Sud Europa, con le aree mediterranee ancora fragili sul piano del mercato del lavoro.

Il Nord Europa si distingue per stabilità occupazionale.

All’estremo opposto, 52 regioni europee presentano un tasso di disoccupazione di lunga durata inferiore all’1%, concentrate prevalentemente nel Nord del continente. Si tratta delle regioni della Cechia, della Danimarca (tutte e cinque), del Nord del Belgio, dell’Austria, della Polonia e dei Paesi Bassi (tutte e dieci quelle per cui sono disponibili dati).
Anche Malta rientra tra i Paesi con valori inferiori all’1%.

I minimi assoluti (0,4%) sono stati registrati in quattro regioni: Praha e Střední Čechy in Repubblica Ceca, e Utrecht e Noord-Brabant nei Paesi Bassi.

Un’Europa a due velocità sul fronte del lavoro.

Il quadro tracciato da Eurostat mostra una frattura profonda tra Nord e Sud, dove il primo mantiene mercati del lavoro dinamici e resilienti, mentre il secondo continua a scontare crisi strutturali, bassa mobilità e carenza di politiche attive.

foto lannyboy89 da Pixabay.com