Europa

Disinformazione e bot: Bruxelles accelera sul fronte della trasparenza digitale.

In un’epoca in cui la diffusione di notizie false e la manipolazione dell’opinione pubblica attraverso sistemi automatizzati rappresentano una minaccia sempre più concreta alla democrazia, l’Unione Europea si muove per rafforzare la fiducia dei cittadini nell’informazione digitale. Il deputato europeo Sakis Arnaoutoglou (S&D) ha rivolto alla Commissione una serie di interrogativi in merito all’efficacia delle misure attualmente in vigore e alle strategie future per fronteggiare il fenomeno, con particolare attenzione al ruolo dei cosiddetti “bot”.

Nel rispondere, la Commissione europea ha ribadito la centralità della lotta alla disinformazione, definendola una sfida prioritaria per la tenuta del sistema democratico. I rischi derivanti dall’uso inautentico delle piattaforme digitali — come la creazione di account falsi o l’impiego massivo di bot — sono oggetto di attenzione specifica nell’ambito del Digital Services Act (DSA). In particolare, le grandi piattaforme online e i principali motori di ricerca sono tenuti a valutare e mitigare i rischi sistemici legati a queste pratiche. Proprio in virtù di queste norme, sono già stati avviati procedimenti formali nei confronti di X, Meta e TikTok.

Un passaggio decisivo è arrivato lo scorso 13 febbraio, quando la Commissione, insieme al Comitato europeo per i servizi digitali, ha integrato ufficialmente il Codice di condotta volontario sulla disinformazione nel quadro normativo del DSA, rendendolo uno strumento vincolante di riferimento per valutare la conformità delle piattaforme. Tra gli impegni previsti dal Codice figura anche l’adozione di misure specifiche per contrastare l’uso malevolo di sistemi automatizzati come i bot, la cui attività sarà soggetta a verifiche annuali indipendenti da parte di auditor esterni.

Sul fronte della ricerca, Bruxelles investe anche attraverso il programma Horizon Europe, finanziando progetti finalizzati allo sviluppo di strumenti per l’individuazione e il contrasto delle reti di bot. Tra questi, il progetto VERA.AI, che punta a riconoscere comportamenti sincronizzati tra account che condividono contenuti identici o simili, con l’obiettivo di amplificare campagne di disinformazione.