Disagio giovanile, Valcepina: “Ricoveri psichiatrici minorili aumentati del 169%”
In Lombardia i ricoveri psichiatrici tra i minori sono cresciuti del 169% negli ultimi cinque anni. Un dato che evidenzia la portata del disagio giovanile e la necessità di rafforzare gli strumenti di prevenzione e supporto prima che le fragilità si trasformino in emergenze cliniche.
Il tema è stato al centro del convegno “Incontro e ascolto. Quale futuro per i giovani? Esperienze, testimonianze e risposte al disagio giovanile”, svoltosi a Palazzo Pirelli e promosso dal consigliere regionale di Fratelli d’Italia Chiara Valcepina insieme al consigliere comunale di Milano Francesco Rocca.
“I ricoveri psichiatrici dei nostri ragazzi sono aumentati del 169% in soli cinque anni. Un dato che impone una riflessione profonda sul modello sociale e sulle risposte che siamo in grado di offrire ai giovani”, ha dichiarato Valcepina. “Negli anni abbiamo assistito a una progressiva riduzione degli spazi di aggregazione e delle occasioni di relazione. Oggi è necessario ricostruire quei legami che rappresentano il primo argine contro solitudine, isolamento e dipendenze”.
Nel suo intervento, il consigliere regionale ha sottolineato la necessità di un approccio strutturale e condiviso, capace di coinvolgere scuole, famiglie, parrocchie, associazioni, servizi sociali e sistema sanitario in un’azione coordinata sul territorio.
“L’antidoto alla solitudine è la presenza di una comunità educante”, ha affermato Valcepina. “Servono famiglie supportate nel loro ruolo, scuole che tornino a essere punti di riferimento educativi e una rete di realtà associative e sportive in grado di offrire ai ragazzi occasioni concrete di crescita e socializzazione”.
Valcepina ha inoltre ricordato il lavoro svolto da Regione Lombardia sul fronte dell’assistenza ai minori con fragilità psichiatriche. “Alla fine dello scorso anno abbiamo approvato le linee di indirizzo per la gestione delle emergenze psichiatriche minorili, operative da gennaio, e stiamo rafforzando la rete della neuropsichiatria infantile e dei servizi per le dipendenze. Tuttavia, nessuna norma può sostituire il ruolo delle famiglie o ricostruire da sola il tessuto comunitario”, ha concluso il consigliere regionale.
