Europa

Diritti umani e progetti finanziati dall’Ue: la Commissione avvia nuove procedure di controllo e intervento.

La Commissione europea ha avviato una serie di misure per rafforzare l’identificazione, la prevenzione e la gestione dei rischi di violazioni dei diritti umani nei progetti finanziati dall’Unione, dando seguito alle raccomandazioni formulate nel 2024 dalla Corte dei conti europea. È quanto emerge dalla risposta scritta dell’esecutivo Ue a un’interrogazione presentata dalle eurodeputate Cecilia Strada (S&D), Tineke Strik (Verts/ALE) ed Estrella Galán (The Left).

Nel suo rapporto speciale 17/2024, la Corte dei conti aveva chiesto alla Commissione di rendere più rigorosa l’applicazione del principio del “do no harm” nelle decisioni relative agli interventi di cooperazione e sviluppo, attraverso valutazioni sistematiche dei rischi, procedure interne più chiare per la segnalazione delle violazioni e un migliore utilizzo delle informazioni provenienti da monitoraggi indipendenti. La Commissione si era impegnata a dare attuazione a queste raccomandazioni entro la fine del 2025.

Nella risposta, firmata dal commissario Jozef Síkela a nome della Commissione, Bruxelles riferisce che nel giugno 2025 è stata formalizzata una procedura interna per la gestione delle segnalazioni relative a violazioni dei diritti umani nei progetti finanziati dall’Ue. Il meccanismo prevede la conferma di ricezione dei reclami, una fase di verifica e, nei casi ritenuti fondati, l’attivazione di clausole contrattuali che consentono la sospensione o la risoluzione dei finanziamenti.

A maggio 2025, la Commissione ha inoltre adottato un documento di orientamento destinato al personale, volto ad applicare in modo sistematico un approccio basato sui diritti umani nei progetti legati alla migrazione e agli sfollamenti forzati. Le nuove linee guida coprono tutte le fasi del ciclo di progetto e costituiranno la base per attività di formazione su indicatori, monitoraggio e valutazione dei rischi. L’obiettivo dichiarato è rafforzare ulteriormente l’individuazione, l’analisi e la mitigazione dei rischi, integrando gli strumenti di controllo già esistenti, come il monitoraggio orientato ai risultati e le verifiche di terze parti.

La Commissione ha ribadito che, in caso di violazioni dei diritti umani, i contratti Ue – aggiornati nel gennaio 2025 – prevedono espressamente la possibilità di sospendere o interrompere i finanziamenti. Tali obblighi non riguardano solo i partner diretti dell’Ue, ma si estendono anche ai beneficiari dei fondi e ai subappaltatori, in linea con il regolamento sullo strumento NDICI – Global Europe. I partner attuatori sono tenuti a informare tempestivamente l’Unione di qualsiasi accusa credibile di violazione dei diritti umani che possa incidere sull’attuazione dei progetti, inclusi i casi che coinvolgono i cosiddetti “partner dei partner”.

foto Benoit Bourgeois Copyright: © European Union 2014 – EP