Diritti dei bambini, Gonzàlez: “Ampliare campo d’applicazione della strategia UE”.

Che i bambini abbiano diritto allo sport è un fatto ampiamente riconosciuto da diverse istituzioni, tra cui le Nazioni Unite, il Consiglio d’Europa e la Commissione Europea, che quest’ultima lo ritiene un settore prioritario. Tuttavia, scrive l’esponente del gruppo S&D Monica Silvana Gonzàlez, le strutture sportive pubbliche per bambini e giovani stanno diventando sempre meno e più lontane tra loro.

“Alla luce di questo problema – si legge nella nota dell’eurodeputata spagnola -, intende la Commissione ampliare il campo di applicazione della strategia dell’UE sui diritti del bambino e la garanzia europea del bambino in modo che i bambini abbiano un diritto garantito allo sport in tutte le regioni dell’UE?”.

A nome della Commissione la responsabile per l’istruzione e la gioventù Mariya Gabriel ha dichiarato che la strategia dell’UE sui diritti dei minori riunisce gli strumenti legislativi, politici e finanziari dell’UE in materia, anche per quanto riguarda il diritto al gioco e al tempo libero. “La Raccomandazione del Consiglio che istituisce una Garanzia europea per l’infanzia invita gli Stati membri a garantire ai bambini a rischio di povertà o esclusione sociale l’accesso libero ed effettivo all’istruzione e alle attività scolastiche, compreso lo sport”. Difficile dare ragione alla Commissaria guardando ai costi dell’attività sportiva sempre crescenti e dell’offerta di iniziative estemporanee (quanto discriminatorie) promosse a livello locale per il sostegno della pratica sportiva dei giovani europei. Ma, si sà, dalle parti dei vertici europei si soffre di amnesia funzionale…

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L’intervento della Commissaria è proseguito poi con la solita descrizione del mondo “arcobaleno” dell’UE, dove i diritti sono rispettati e difesi dall’azione dei vertici UE: “Lo sport è parte integrante della vita di milioni di europei: aiuta la coesione della comunità, l’inclusione sociale e il miglioramento della qualità della vita e un maggiore senso di identità europea. L’UE promuove questi valori attraverso i Premi europei per lo sport #BeInclusive che premiano le organizzazioni che utilizzano lo sport per aumentare l’inclusione sociale dei gruppi svantaggiati. Ancora – prosegue – l’iniziativa HealthyLifestyle4All che mira a promuovere stili di vita sani tra tutte le generazioni e i gruppi sociali, collegando lo sport e gli stili di vita attivi con le politiche sanitarie, alimentari e di altro tipo. Attraverso il programma Erasmus+ – realizzato grazie l’azione di volontariato di migliaia di organizzazioni no profit in Europa – vengono offerte opportunità di finanziamento a progetti volti a promuovere competenze sociali ed educative trasferibili attraverso lo sport ai bambini, anche a quelli in situazioni svantaggiate e di affrontare l’insuccesso scolastico riducendo i tassi di abbandono e promuovendo il volontariato. Infine – conclude – i Fondi strutturali sostengono lo sviluppo di infrastrutture e impianti sportivi negli Stati membri e nelle regioni. Le autorità nazionali e locali dovrebbero utilizzare queste risorse per garantire a tutti gli scolari europei la possibilità di praticare uno sport pienamente appropriato e sicuro in spazi e strutture adeguate”.

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