Diploma: sei giovani su dieci scelgono il lavoro e rinunciano all’università
Prendere il diploma e andare a lavorare. È la scelta della maggioranza dei giovani italiani, e i numeri dell’Istat la rendono difficile da ignorare: nel 2024, il 60,7% dei diplomati in possesso di un titolo che consentirebbe l’accesso a un corso di istruzione terziaria non ha mai intrapreso quel percorso. Più di sei su dieci si sono fermati alla maturità.
I motivi? Il più diffuso, dichiarato da oltre sei diplomati su dieci, è la volontà pura e semplice di entrare nel mercato del lavoro. Seguono le ragioni economiche, che comprendono sia la necessità concreta di portare uno stipendio a casa, sia i costi proibitivi di iscrizione, materiali e mantenimento , poi i motivi familiari e personali, la convinzione che il diploma conseguito sia già sufficiente e, in quota residuale, l’insoddisfazione per l’offerta formativa disponibile: corsi poco attraenti o test d’ingresso troppo selettivi.
Maschi e femmine, storie diverse.
Il desiderio di lavorare subito è trasversale, ma non uniforme. Tra i giovani uomini, la voglia di entrare nel mercato del lavoro è la motivazione dichiarata dal 69,4% di chi ha rinunciato agli studi superiori, contro il 57,9% delle donne. Sono invece le ragazze a citare con maggiore frequenza ragioni familiari e personali: il 12,6% delle diplomate, contro il 5,7% dei maschi. Una differenza che l’Istat riconduce in larga parte al peso ancora asimmetrico delle responsabilità familiari sulle spalle delle giovani donne.
Il rapporto segnala divari significativi anche lungo la linea della nazionalità. Tra i giovani stranieri, la quota di chi ritiene sufficiente il livello di istruzione già raggiunto è quasi doppia rispetto ai coetanei italiani: 12,6% contro 6,9%. Ancora più marcato il divario sulle ragioni familiari e personali , 19,7% tra gli stranieri, 7,6% tra gli italiani , e su quelle economiche: 18,1% contro 13,3%. Un profilo che racconta situazioni di partenza mediamente più fragili, in cui il percorso universitario resta un orizzonte spesso irraggiungibile non per scelta, ma per necessità.
