10 Luglio 2026
Europa

Difesa Ue: numeri da record. Dal 2021 la spesa è cresciuta del 57%.

Dopo anni di sottofinanziamento, i bilanci della difesa degli Stati membri dell’Unione europea hanno registrato un’impennata senza precedenti.
Dai 218 miliardi di euro nel 2021, la spesa complessiva dei 27 Paesi memrbi – come ricorda una indagine di Sebastian Clapp per il Parlamento europeo – è salita a 343 miliardi nel 2024, pari all’1,9% del PIL europeo. Le proiezioni per il 2025 parlano di 392 miliardi di euro, equivalenti al 2,1% del PIL.

Il vertice NATO dell’Aia del 2025, come noto, ha fissato nuovi obiettivi: gli alleati si sono impegnati a destinare almeno il 3,5% del PIL entro il 2035 per la difesa, di cui 1,5% per infrastrutture critiche, innovazione e industria. Per i 23 Paesi Ue membri dell’Alleanza, ciò significa 254 miliardi di euro aggiuntivi, portando la spesa complessiva a 635 miliardi di euro.

L’Europa spende di più, ma resta indietro.

Nonostante l’aumento, l’Ue continua a restare lontana dai livelli di investimento di Washington: nel 2024 gli Stati Uniti hanno speso 845 miliardi di euro, il 3,1% del PIL, quasi due volte e mezzo la somma dei Ventisette.
Il sistema frammentato dei bilanci nazionali riduce l’efficienza e provoca duplicazioni. Anche se le cifre europee superano quelle ufficiali di Russia e Cina — rispettivamente 107 e 250 miliardi — entrambi i Paesi ottengono maggiore efficacia grazie a pianificazione centralizzata e costi inferiori.
In termini di parità di potere d’acquisto, il bilancio militare russo è stimato a 234 miliardi di euro (5,5% del PIL) e continua a crescere.

I programmi europei per potenziare la difesa comune.

Pur restando una competenza nazionale, la difesa è sempre più sostenuta da programmi europei complementari che mirano a rafforzare la cooperazione industriale e tecnologica. Tra i principali strumenti il Fondo europeo per la difesa (EDF) che, con una dotazione di 8 miliardi di euro (2021-2027) opera sul fronte della ricerca e sviluppo di tecnologie militari comuni. Cinque programmi annuali hanno già impegnato 5,4 miliardi di euro, mentre la revisione di bilancio dell’UE ha aggiunto 1,5 miliardi destinati al nuovo Programma europeo per l’industria della difesa (EDIP).

Ancora, l’ASAP – Act in Support of Ammunition Production (2023) con un fondo pari a 500 milioni di euro per aumentare la capacità industriale di produzione di munizioni e missili. Inoltre, l’EDIRPA – European Defence Industry Reinforcement through Common Procurement Act (2023)310 milioni di euro per favorire gli acquisti congiunti di sistemi d’arma -, l’EDIP – European Defence Industry Programme (ancora in negoziazione e con una previsione di stanziamento di 1,5 miliardi di euro fino al 2027, dovrebbe riunire ASAP ed EDIRPA in un unico quadro normativo), l’European Peace Facility (EPF), ovvero il fondo extra-bilancio da oltre 17 miliardi di euro (2021-2027) per sostenere la sicurezza internazionale (dal 2022 al 2024 ha finanziato 6,1 miliardi in aiuti militari all’Ucraina), il famigerato Piano ReArm Europe / Readiness 2030 mirata a mobilitare 800 miliardi di euro per rafforzare la capacità militare attraverso clausole fiscali flessibili, ancora il nuovo strumento di prestito SAFE (150 miliardi di euro) e il contributo del Gruppo BEI, che nel 2025 destinerà 3,5 miliardi a progetti di difesa e sicurezza. Infine, il programma Mobilità militare che con una dotazione di 1,7 miliardi di euro nel bilancio 2021-2027 punta a migliorare le infrastrutture militari in Europa.

Verso un bilancio Ue per la difesa e lo spazio.

Guardando al futuro, la Commissione europea propone di destinare 131 miliardi di euro alla difesa e allo spazio nel prossimo quadro finanziario 2028-2034, una cifra cinque volte superiore all’attuale dotazione.
L’obiettivo è creare un mercato unico della difesa, riducendo frammentazione e duplicazioni, e rafforzare l’autonomia strategica europea in un contesto geopolitico sempre più instabile.

Il Parlamento europeo: più spesa e cooperazione.

Il Parlamento europeo sostiene con forza l’aumento dei bilanci nazionali e dei programmi comunitari. Gli eurodeputati chiedono maggiore coordinamento, semplificazione delle regole e una visione comune sugli investimenti militari, per garantire che ogni euro speso contribuisca alla sicurezza dell’Unione e al consolidamento di una vera politica di difesa europea.

foto Navy Petty Officer 2nd Class Jacob Mattingly DoD