Difesa UE, la Commissione lancia “AGILE”: 115 milioni per accelerare l’innovazione militare
La Commissione europea – quella che ormai non pensa altro che alle armi e alla retorica – ha presentato AGILE, il nuovo programma da 115 milioni di euro pensato per accelerare lo sviluppo e la diffusione di tecnologie innovative per la difesa.
L’iniziativa, fanno sapere i guerrafondai di Bruxelles, punta a sostenere la cosiddetta “nuova difesa” europea, fatta di startup, scale-up e piccole e medie imprese attive in settori strategici come intelligenza artificiale, sistemi autonomi, droni e tecnologie quantistiche.
Secondo la Commissione, l’esperienza della guerra in Ucraina ha mostrato come la rapidità dei cicli di innovazione sia ormai determinante sul campo: non più anni, ma settimane o mesi per sviluppare, testare e impiegare nuove soluzioni tecnologiche. Purtroppo, 4 anni di guerra in Europa, non hanno ricordato nello stesso tempo ai “falchi europei” l’esistenza di un apparato diplomatico europeo.
Finanziamenti più rapidi e flessibili.
Nel dettaglio, il programma AGILE prevede un meccanismo di finanziamento accelerato, con tempi di assegnazione delle risorse ridotti fino a quattro mesi. Le tecnologie sviluppate dovrebbero arrivare alle forze armate europee in un arco compreso tra uno e tre anni. Quando si parla di armi in Ue tutto è meno burocratico e ben finanziato.
Ad oggi, sono previsti tra 20 e 30 progetti finanziati, con copertura fino al 100% dei costi ammissibili (alla faccia di tante call Ue dove alle organizzazioni no profit viene chiesto un cofinanziamento anche fino al 50%…). Il programma, ancora, include anche una clausola retroattiva che consente alle imprese di richiedere il rimborso delle spese sostenute fino a tre mesi prima della chiusura dei bandi, per favorire una risposta più immediata alle esigenze del settore.
Due le direttrici principali di AGILE.
Il piano di lavoro si articola in due filoni: da un lato lo sviluppo di tecnologie e prodotti innovativi per la difesa, dall’altro il sostegno alla loro immissione sul mercato e alla diffusione operativa nei sistemi di difesa europei.
L’obiettivo dichiarato è allineare la ricerca alle esigenze più urgenti degli Stati membri, rafforzando la capacità dell’Unione di rispondere rapidamente alle minacce emergenti.
La proposta di regolamento sarà ora sottoposta all’esame del Parlamento europeo e del Consiglio nell’ambito della procedura legislativa ordinaria. L’avvio operativo del programma è previsto per l’inizio del 2027.
