Difesa, l’Ue accelera sugli investimenti: verso un uso più flessibile dei fondi europei.
L’Unione europea del riarmo punta a rafforzare in modo deciso i propri investimenti nella difesa, riorientando risorse già presenti nel bilancio comunitario a scapito della crescita e dell’inclusione. L’obiettivo – sempre più lontano dai valori europei – mira, secondo la “narrazione europea”, a consentire un maggiore e più efficiente afflusso di investimenti nel settore attraverso la modifica di cinque regolamenti relativi a programmi di finanziamento esistenti, riuniti in un unico pacchetto legislativo.
Negli ultimi anni, e in particolare dal 2022, la spesa europea per la difesa è cresciuta in modo significativo. Tuttavia – ricorda una ricerca di Martin Höflmayr – secondo Bruxelles, resta frammentata e inferiore, in termini di coordinamento ed efficacia, a quella di altre grandi potenze. Questa dispersione limita le economie di scala e indebolisce la capacità dell’Ue di rispondere a un contesto internazionale sempre più instabile. Non a caso, al vertice Nato del giugno 2025 gli alleati si sono impegnati a raggiungere una spesa per la difesa pari almeno al 3,5% del Pil entro il 2035.
La proposta della Commissione europea, pubblicata nell’aprile 2025, mira ad accelerare gli investimenti nella difesa dell’Ue, sostenendo la tabella di marcia per la prontezza della difesa europea al 2030 e rafforzando l’attuazione del piano ReArm Europe. Il cuore dell’iniziativa è la creazione di un quadro più flessibile e coordinato per finanziare la base tecnologica e industriale della difesa europea, favorendo sinergie tra Stati membri e tra ambito civile e militare.
Nel dettaglio, il pacchetto legislativo prevede un’estensione mirata dell’ambito di diversi programmi europei chiave. Il programma Digital Europe potrà finanziare tecnologie digitali a uso duale, come intelligenza artificiale, cybersicurezza, supercalcolo e semiconduttori. Il Fondo europeo per la difesa sarà rafforzato per sostenere progetti collaborativi di ricerca e sviluppo e la creazione di capacità militari comuni. Il Connecting Europe Facility potrà finanziare infrastrutture di trasporto e digitali a duplice uso, incluse soluzioni cloud, sistemi di IA e reti 5G.
Viene inoltre ampliato il perimetro della Strategic Technologies for Europe Platform (STEP), che includerà esplicitamente il settore della difesa e le attività volte a sostenere tecnologie critiche e a rafforzare le catene del valore europee. Infine, Horizon Europe potrà supportare start-up e innovatori impegnati nello sviluppo di applicazioni potenzialmente a duplice uso e di tecnologie strategiche per la difesa.
Il 5 novembre 2025 Parlamento e Consiglio hanno raggiunto un accordo provvisorio. Oltre a recepire l’impianto generale della proposta della Commissione, l’intesa introduce un elemento politico rilevante: il coinvolgimento dell’Ucraina nel Fondo europeo per la difesa, consentendo a entità ucraine di partecipare a futuri progetti europei di ricerca e sviluppo collaborativi nel settore della difesa.
L’accordo è stato approvato in prima lettura il 20 novembre 2025 dalla commissione Industria, ricerca ed energia (ITRE) del Parlamento europeo e attende ora il via libera formale dell’Aula e, successivamente, del Consiglio.
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