9 Maggio 2026
Europa

Difesa europea, La Sinistra: “Il ReArm Europe è compatibile con le convenzioni internazionali?”.

L’ambizioso piano ReArm Europe/European Defence Readiness 2030, che prevede un investimento stimato di 800 miliardi di euro in dotazioni militari, solleva interrogativi sulla sua conformità con i trattati internazionali che vietano armi ad alto impatto umanitario.

A rimarcarlo, recentemente, sono state le due eurodeputate europee Lynn Boylan e Kathleen Funchion. Per le due parlamentari, in particolare, vi è il rischio che tali risorse possano, direttamente o indirettamente, finanziare la produzione, l’acquisto o l’immagazzinamento di munizioni a grappolo e mine antiuomo, due categorie di armamenti vietati rispettivamente dalla Convenzione sulle munizioni a grappolo e dal Trattato di Ottawa del 1997.

Inoltre, secondo quanto sostenuto da Boylan e Funchion, mancherebbe un confronto preventivo con le organizzazioni per i diritti umani prima dell’approvazione di qualsiasi piano di spesa.

“Le munizioni a grappolo – ricordano le firmatarie dell’interrogazione – sono armi “indiscriminate” che continuano a mietere vittime tra i civili anche molti anni dopo i conflitti, rappresentando un pericolo persistente soprattutto per bambini e residenti nelle comunità rurali”.

foto Air Force 1st Lt. Kaitlyn Lawton