Difesa europea, il Parlamento lancia l’allarme: “”erve un’autentica Unione della difesa”.
L’Unione europea deve compiere un deciso salto di qualità verso una vera politica comune di sicurezza e difesa. È questo il messaggio centrale della relazione annuale 2025 sull’attuazione della Politica di sicurezza e di difesa comune (PSDC), approvata dalla commissione Sicurezza e difesa del Parlamento europeo e presentata dal relatore Thijs Reuten.
Il documento delinea un quadro geopolitico definito “drammaticamente deteriorato” e individua nella Russia la minaccia più grave e immediata per la sicurezza dell’Unione. Non si tratta solo della guerra di aggressione contro l’Ucraina, ma anche dell’intensificarsi delle cosiddette tattiche di guerra ibrida contro gli Stati membri, che comprendono attacchi informatici, sabotaggi alle infrastrutture critiche, violazioni dello spazio aereo, campagne di disinformazione e interferenze nei processi democratici.
La relazione, spiega il relatore, ribadisce con forza che la sicurezza dell’Ucraina è inseparabile da quella dell’Europa e invita gli Stati membri a rafforzare ulteriormente il sostegno militare a Kiev, includendo sistemi di difesa aerea e capacità di attacco in profondità. Secondo il Parlamento europeo, contribuire alla sconfitta della Russia rappresenta “l’investimento più efficace” per garantire la sicurezza dell’UE nel medio termine.
Pur riconoscendo l’aumento senza precedenti della spesa militare europea, il testo sottolinea come la deterrenza dell’Unione resti ancora insufficiente. Le cause individuate sono la frammentazione dell’industria della difesa, la scarsa interoperabilità tra le forze armate nazionali e l’assenza di un vero sistema europeo di comando e controllo. Da qui la richiesta di rafforzare l’industria europea della difesa, puntando su appalti comuni, su una chiara preferenza per le capacità industriali europee e su grandi progetti condivisi, come lo scudo aereo europeo, i sistemi di difesa antidrone e la sorveglianza rafforzata del fianco orientale.
Lo sguardo del Parlamento non si limita al conflitto in Ucraina. La relazione segnala un aumento dei rischi anche in altre aree strategiche, dai Balcani occidentali al Mar Nero, dal Medio Oriente al Sahel fino all’Artico, evidenziando inoltre la crescente assertività della Cina, in particolare nello Stretto di Taiwan. Preoccupazione viene espressa anche per le minacce alla sovranità della Groenlandia e per l’instabilità persistente nel Mediterraneo e in Africa.
In questo contesto, il Parlamento europeo rilancia l’obiettivo di una vera Unione europea della difesa. Tra le raccomandazioni principali figurano la creazione di una struttura permanente di comando e controllo dell’UE, un maggiore ricorso al voto a maggioranza qualificata in materia di sicurezza, il rafforzamento della cooperazione con la NATO mantenendo però la capacità di azione autonoma dell’Unione, e un ruolo più incisivo del Parlamento nel controllo democratico delle politiche di difesa.
foto defense.gov, U.S. Army photo by Pfc, Josefina Garcia
