10 Luglio 2026
Europa

Difesa europea, bufera sul meccanismo SAFE: uso improprio dell’articolo 122 TFUE?

Il meccanismo SAFE, proposto dalla Commissione europea per potenziare gli investimenti nell’industria della difesa dell’UE, finisce nel mirino delle critiche politiche e giuridiche. A mettere il dito sulla piega è stato l’eurodeputato Nikolaos Anadiotis (NI), contestando la base giuridica utilizzata per l’iniziativa: l’articolo 122 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea (TFUE).

Secondo Anadiotis, il ricorso a questa norma – pensata originariamente per situazioni di crisi economica o disastri naturali – rappresenterebbe un aggiramento delle competenze del Parlamento europeo e delle prerogative dei singoli Stati membri in materia di politica estera e di sicurezza comune.

Il meccanismo SAFE (Supporting Ammunition and Firearms for Europe) prevede la possibilità di finanziare progetti nel settore della difesa senza escludere, in linea di principio, la partecipazione di Paesi terzi che non riconoscono uno o più Stati membri. Ma è proprio la procedura adottata a sollevare le maggiori perplessità: l’articolo 122 consente infatti decisioni rapide in ambiti straordinari, ma non è stato pensato per questioni militari e di sicurezza, che normalmente richiedono l’unanimità del Consiglio e il coinvolgimento diretto del Parlamento come co-legislatore.

La denuncia di Anadiotis è dunque netta: “La Commissione – sostiene – ha aggirato sia la regola dell’unanimità in seno al Consiglio, sia il principio di equilibrio istituzionale che garantisce al Parlamento il diritto di controllo. È una violazione non solo tecnica, ma politica del processo democratico europeo”.

Nell’interrogazione, l’eurodeputato chiede conto anche della legittimità dell’uso dell’articolo 122 in un contesto difensivo, del coinvolgimento effettivo del Parlamento e della possibilità di rivedere la procedura per garantire il rispetto pieno dei trattati, in particolare degli articoli 13, 14 e 36 del Trattato sull’Unione europea.

foto Nato.int