Delibere “non disponibili”, la Regione inciampa ancora sulla trasparenza: contributi della Presidenza decisi ma non pubblicati.
Passano le legislature, cambiano le maggioranze, ma una cattiva abitudine resta immutata: le delibere della Giunta regionale continuano a non essere pubblicate con tempestività. Accadeva nella precedente legislatura, accade ancora oggi. E l’ultimo caso è emblematico.
La Giunta regionale, infatti, nella seduta n. 67 del 23 dicembre 2025, ha approvato la delibera n. 67/13 della Presidenza, relativa alla concessione di contributi per le istanze di patrocinio oneroso presentate nel 2025. Una decisione politicamente e amministrativamente rilevante, perché riguarda l’assegnazione di risorse pubbliche a iniziative culturali, sociali, scientifiche ed educative. Peccato che, a distanza di giorni – qualcuno/a potrebbe dire che 6 giorni non rappresentano un problema di forma e di sostanza – il testo della delibera non sia ancora disponibile: sul portale ufficiale campeggia la dicitura “Anteprima del documento non disponibile”. Una circostanza presentatasi più volte negli ultimi 23 mesi.
Un copione già visto nel corso della XVI Legislatura e criticato in più occasioni dall’attuale compagine di Governo. Oggi, però, la preoccupazione per la trasparenza e la tempestività non sono più un tema. Nel frattempo i cittadini, gli operatori e gli stessi beneficiari restano all’oscuro dei contenuti effettivi, delle cifre assegnate, dei soggetti destinatari. La politica sarda – non conta il colore politico – annuncia la trasparenza ma non la pratica.
Eppure, proprio la delibera del 12 novembre 2025 richiamava ripetutamente i principi di trasparenza, imparzialità e buon andamento dell’azione amministrativa, sottolineando che i patrocini onerosi rientrano a pieno titolo nei “vantaggi economici” disciplinati dall’articolo 12 della legge 241/1990. Principi sacrosanti.
Il provvedimento, stando alle informazioni disponibili, definisce un nuovo percorso per la concessione del patrocinio oneroso, con linee guida, criteri, soglie minime di spesa (almeno 10mila euro), limiti massimi di contributo (fino a 50mila euro e comunque non oltre il 50% delle spese ammissibili) e finestre temporali per la presentazione delle domande. Una regolamentazione, in sintesi, che incide direttamente sull’accesso ai fondi pubblici e sulla selezione delle iniziative meritevoli di sostegno.
Proprio per questo, il ritardo nella pubblicazione è tutt’altro che un dettaglio tecnico. Senza il testo ufficiale, non è possibile verificare come la discrezionalità del Presidente venga esercitata, quali criteri siano stati applicati concretamente, né se vi sia stata coerenza tra principi dichiarati e decisioni assunte.
La Regione continua così a predicare bene e razzolare male: da un lato rivendica trasparenza e rigore, dall’altro lascia nel limbo atti fondamentali, alimentando opacità e sfiducia. Un problema politico prima ancora che amministrativo.
Di conseguenza la discontinuità rispetto al passato resta solo uno slogan della presidente Todde e del suo entourage. Le delibere (anche questo rappresenterebbe una conferma di rottura con il passato) devono essere pubblicate subito, integralmente e in modo accessibile. Altrimenti, anche le migliori intenzioni restano chiuse in un cassetto. O peggio, dietro un link che non si apre.
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