10 Settembre 2026
Politica

Decreto Sicurezza, sì definitivo alla Camera: proteste in aula dalle opposizioni

L’Aula della Camera ha dato il via libera definitivo alla conversione in legge del Decreto Sicurezza a conclusione dell’iter parlamentare. Con 162 voti favorevoli, 102 contrari e un astenuto, il provvedimento è passato dopo che il governo ha incassato la fiducia. Al momento della votazione erano presenti ai banchi dell’esecutivo il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi e il vicepremier Matteo Salvini, che hanno assistito alle fasi finali del dibattito.

La contestazione in Aula: “La nostra sicurezza è la Costituzione”

Le opposizioni hanno manifestato il proprio dissenso prima del voto finale. I deputati delle minoranze hanno esposto cartelli con lo slogan “La nostra sicurezza è la Costituzione”, intonando collettivamente il canto di “Bella Ciao” tra gli applausi. Durante gli interventi, Riccardo Ricciardi del Movimento 5 Stelle ha richiamato i valori della Resistenza citandone i luoghi simbolo. Il clima di tensione è stato commentato dal leader della Lega, Matteo Salvini, che ha definito poco rispettose le modalità della protesta messe in atto dai banchi dell’opposizione.

Verso nuovi correttivi e la gestione dei rimpatri

Nel frattempo a Palazzo Chigi si è aperto un Consiglio dei ministri presieduto dal vicepremier Antonio Tajani, che ha sostituito la presidente Giorgia Meloni impegnata nel vertice Ue a Cipro. All’ordine del giorno figura un nuovo decreto legge dedicato ai rimpatri volontari assistiti, concepito come un intervento d’urgenza che introdurrà specifici correttivi al testo appena approvato.