“Decolla il futuro dei giovani sardi”: quando il comunicato stampa è una impietosa satira
Qualcuno, negli uffici comunicazione della Regione Sardegna, ha scritto quella riga e l’ha riletta. L’ha trovata buona e l’ha mandata. “Decolla il futuro dei giovani sardi: al via i voucher per diventare assistenti di volo”.
La macchina della comunicazione istituzionale della giunta Todde ha prodotto un altro (chiamiamolo così) capolavoro involontario del genere: il comunicato che si autodemolisce. Titolo da agenzia turistica (d’altronde abbiamo Cuccureddu all’Assessorato al Turismo), contenuto da centro per l’impiego, ambizioni da politica industriale. Il risultato è un testo che celebra come svolta epocale la possibilità, per i giovani sardi disoccupati, di ottenere un voucher per frequentare un corso e diventare assistenti di volo.
Il futuro, dunque, decolla secondo la stucchevole comunicazione istituzionale della Regione Sardegna.
Nell’occasione non sono mancate le note dell’assessora al Lavoro, Desirè Alma Manca che sembrano generate da un prompt mal calibrato: “Credere nelle proprie capacità”, “mettersi in gioco” e “trasformare questa occasione in un progetto di vita”. Dietro ogni voucher, ci informa, “c’è una storia che può cambiare”. Non una politica. Non un piano ma una storia.
Il punto non è il voucher in sé , la formazione professionale ha un senso, e il settore aeronautico occupa davvero personale. Il punto è la narrazione, spudorata e rivelatrice, con cui questa giunta sceglie di presentarlo. “Risposta concreta alle nuove esigenze del mercato del lavoro”.”Investimento sulle persone e sulle loro aspirazioni”. “Settore che offre le maggiori prospettive di crescita occupazionale a livello internazionale”.
La comunicazione istituzionale della Regione Sardegna ha forse trasformato l’emigrazione in una opportunità da rivendicare? L’assenza di politiche strutturali per i giovani, ancora, può essere cammuffata attraverso una serie di slogan sull’autostima.
Siamo di fronte, in sintesi, a una comunicazione che non informa ma che esibisce. Non rendiconta ma si autocelebra. E lo fa con la scioltezza di chi ha smesso da tempo di chiedersi se i destinatari ci credano ancora. I giovani sardi , appunto.
