Decadenza. La Todde non si dimette: “Impugniamo la sentenza, nessuna violazione. Non ci fermeranno”.
Dopo la sentenza del Tribunale di Cagliari, la diretta interessata, la presidente della Regione Sardegna Alessandra Todde, ha dichiarato di non voler fare alcun passo indietro, rilanciando al contrario la legittimità del suo operato e annunciando la prosecuzione della sua battaglia legale: “Impugniamo la sentenza. Le violazioni contestate non sussistono, come già rilevato anche dalla Corte dei Conti e dalla Procura della Repubblica di Cagliari”.
Con tono fermo, in un successivo passaggio della nota della comunicazione della presidente, la Todde ha ribadito la volontà di rimanere in carica: “Sono nel pieno delle mie funzioni e intendo onorarle fino in fondo. Stiamo lavorando e continueremo a farlo, nell’unico interesse dei cittadini sardi. Non ci fermeranno”.
La domanda da porsi sarebbe chi si sta opponendo e quali siano questi “poteri nascosti” mai denunciati negli ultimi 13 mesi. Al momento, di certo, ci sono solo le tabelle di affidamenti diretti, oltre 200 milioni, elargiti senza la minima trasparenza ad associazioni, comuni e parrocchie.
Pur non condividendo la decisione dei giudici, la presidente sarda rivendica il rispetto per la magistratura: “A differenza di chi sceglie lo scontro con la giustizia, noi rispettiamo il ruolo dei giudici e le loro decisioni, anche quando, come in questo caso, non le condividiamo. Crediamo nello Stato di diritto, che prevede tre gradi di giudizio. Per questo andiamo avanti: difendiamo le nostre ragioni nel processo, non dal processo”.
Todde ha poi sottolineato, secondo la propria visione, i punti deboli della sentenza. “Il Tribunale afferma che il Collegio di garanzia non era competente a esprimersi sulla decadenza: questo conferma che avevamo ragione. E ci lascia perplessi il passaggio in cui si sostiene che, pur senza contestazioni formali, avrei dovuto comprendere la necessità di rendicontare in prima persona. È un ragionamento paradossale, visto che le spese sono state effettuate unicamente dal Comitato, che ha ricevuto e gestito i contributi”.
“Una dichiarazione – prosegue – anche se ritenuta irregolare, non equivale a una mancata presentazione di documenti. Non vi è stata alcuna violazione della trasparenza: i dati su donazioni e spese del Comitato sono pubblici e tracciabili. La Corte dei Conti ha confermato la correttezza del rendiconto”.
Accuse dirette arrivano anche al centrodestra, che chiede con insistenza le dimissioni della presidente: “Il centrodestra vorrebbe tornare a mettere le mani sulla Regione. Ma la sentenza è chiara: è il Consiglio regionale a doversi esprimere in ultima istanza. Non saranno le pressioni politiche a decidere il futuro della Sardegna, ma gli organi competenti e le sedi di giustizia”.
Centrodestra, però, che avrebbe proprio permesso alla Todde di vincere le ultime elezioni, puntando sul candidato debole (come confermato dal voto nella città di Cagliari e dal voto disgiunto), Paolo Truzzu.
Todde conclude confermando l’impegno istituzionale: “Mentre da mesi subiamo attacchi, noi continuiamo a lavorare. Questa sera si riunisce la giunta, un’altra seduta è prevista per venerdì. Nei prossimi giorni incontrerò i ragazzi delle scuole a Tortolì. Restiamo concentrati: vogliamo risollevare questa terra, devastata da anni di governo della destra. La nostra battaglia continua, nelle aule di tribunale e al servizio della Sardegna”.
foto Sardegnagol riproduzione riservata
