Decadenza della Presidente della Sardegna, Corte Costituzionale: “Il Collegio elettorale ha esorbitato dai propri poteri”.
La Corte costituzionale, con la sentenza n. 148 pubblicata oggi, si è pronunciata sul ricorso per conflitto di attribuzione sollevato dalla Regione Sardegna contro lo Stato in relazione all’ordinanza-ingiunzione del Collegio regionale di garanzia elettorale della Corte d’appello di Cagliari, emessa il 20 dicembre 2024.
Secondo la Consulta, il Collegio aveva oltrepassato i propri poteri, pronunciandosi sulla decadenza dalla carica della Presidente della Regione Sardegna in ipotesi non previste dalla legge come cause di ineleggibilità.
I limiti dei Collegi regionali di garanzia elettorale.
I giudici della Corte hanno ricordato che i Collegi regionali di garanzia elettorale sono organi dello Stato, istituiti dalla legge n. 515 del 1993 per controllare le spese elettorali dei candidati alle elezioni politiche, estesi poi dalla legge n. 43 del 1995 anche alle elezioni regionali. Operano in condizioni di indipendenza per garantire la genuinità del voto e l’autenticità della volontà elettorale.
Anche in Sardegna, il legislatore regionale ha rinviato alle leggi statali la disciplina sulle cause di ineleggibilità (articolo 22, legge n. 1/2013).
I fatti contestati non rientrano nelle ipotesi di decadenza.
La Corte ha sottolineato che le irregolarità contestate alla Presidente Todde — come la mancata nomina di un “mandatario elettorale” e difformità nel rendiconto delle spese di campagna — non rientrano tra le cause di ineleggibilità previste dalla legge 515/1993.
Di conseguenza, il Collegio, imponendo la decadenza al Consiglio regionale, ha esorbitato dai propri poteri, violando le attribuzioni costituzionalmente garantite alla Regione.
Rimangono aperte le possibilità di riqualificazione dei fatti.
La Corte ha precisato che resta impregiudicata la possibilità di riqualificazione dei fatti, rimessa al giudice civile competente per il giudizio di opposizione all’ordinanza-ingiunzione.
Nel caso di specie, il Tribunale di Cagliari ha confermato la sanzione pecuniaria irrogata a Todde con sentenza n. 848 del 28 maggio 2025, depurando l’ordinanza dagli elementi che eccedevano i poteri del Collegio.
Conflitto di attribuzione della Regione Sardegna: inammissibile.
Con la sentenza n. 149, depositata anch’essa oggi, la Corte ha inoltre dichiarato inammissibile il conflitto di attribuzione promosso dalla Regione Sardegna nei confronti dello Stato e del Tribunale di Cagliari.
La Consulta ha rilevato che la sentenza di rigetto del Tribunale era rivolta esclusivamente alle parti coinvolte (Todde e il Collegio), e non alla Regione Sardegna, rimasta estranea al giudizio. Le affermazioni del Tribunale sul Consiglio regionale rappresentano un mero obiter dictum, privo di efficacia vincolante e quindi non sufficiente a fondare il ricorso.
foto Di Monticiano – Opera propria, CC BY-SA 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=128627839
