16 Marzo 2026
PoliticaSardegna

Dazi USA, impatto fino a 25 milioni di euro l’anno sull’economia della Sardegna

L’introduzione dei nuovi dazi statunitensi su un’ampia gamma di prodotti europei rischia di colpire duramente l’economia sarda. Secondo un report del Centro Studi di Confindustria Sardegna, l’impatto diretto sulle esportazioni dell’isola potrebbe raggiungere i 25 milioni di euro l’anno. Sebbene rappresentino circa l’1,6% del fatturato regionale, le vendite verso gli Stati Uniti rivestono un ruolo strategico per diversi comparti produttivi sardi. Le conseguenze indirette, ancora difficili da quantificare, potrebbero amplificare ulteriormente i danni.

Il settore lattiero-caseario è il più esposto: con esportazioni verso gli USA che superano stabilmente i 100 milioni di euro all’anno, rappresenta uno dei principali motori dell’export regionale. L’introduzione di un dazio del 15% rischia di compromettere la competitività delle imprese locali. Vulnerabili anche altri comparti agroalimentari come vini, oli vegetali e prodotti da forno, che nel 2024 hanno esportato negli Stati Uniti tra i 2 e i 9 milioni di euro, con gli USA che rappresentano fino al 30% dell’export totale di questi settori.

Oltre al valore assoluto delle esportazioni, il report analizza anche il peso percentuale delle vendite verso gli Stati Uniti sul fatturato dei vari comparti. Alcuni settori, come l’industria alimentare e quella petrolifera, mostrano un grado di esposizione tale da poter generare effetti economici rilevanti, anche se quest’ultima potrebbe essere protetta grazie agli accordi recentemente conclusi tra USA e UE.

“I nuovi dazi annunciati dagli Stati Uniti rappresentano una minaccia concreta per molti comparti produttivi della Sardegna – sottolineano dal Centro Studi Confindustria Sardegna –. È essenziale adottare misure tempestive per tutelare le imprese e rafforzare la capacità del sistema economico regionale di esplorare nuovi mercati, in un contesto internazionale sempre più incerto. L’incertezza sui dazi rischia di avere un effetto moltiplicatore superiore al loro impatto diretto”.