Davos, von der Leyen: “È tempo di un’Europa più indipendente e sicura”.
Un mondo più instabile, attraversato da shock geopolitici e nuove fratture, impone all’Europa un cambio di passo deciso. È questo il messaggio lanciato dalla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen nel suo intervento speciale al World Economic Forum di Davos, dove ha invitato l’Unione a rafforzare la propria indipendenza strategica, economica e di sicurezza.
A 55 anni dalla prima edizione del Forum, von der Leyen ha richiamato lo spirito originario di Davos come spazio di dialogo globale, ricordando come le grandi crisi del passato abbiano spesso aperto la strada a profonde trasformazioni. Il riferimento è andato al “Nixon shock” del 1971, che segnò la fine del sistema di Bretton Woods e mise in luce la vulnerabilità europea legata alle dipendenze esterne. Una lezione che, secondo la presidente, resta oggi più attuale che mai.
I cambiamenti in corso, ha sottolineato, non sono temporanei ma strutturali. Per questo l’Unione europea deve rispondere con scelte altrettanto durature, accelerando su energia, materie prime, difesa e digitale per costruire una nuova autonomia europea.
Tra i segnali concreti di questa svolta, von der Leyen ha citato la firma dell’accordo commerciale UE-Mercosur, definito storico dopo 25 anni di negoziati. L’intesa dà vita alla più grande area di libero scambio al mondo, coinvolgendo oltre 700 milioni di persone e più del 20% del PIL globale. Parallelamente, Bruxelles sta rafforzando i rapporti economici con America Latina, Indo-Pacifico e India, puntando a diversificare le catene di approvvigionamento e ridurre i rischi economici.
Sul fronte interno, la presidente ha annunciato nuove iniziative per rendere l’Europa più competitiva e attrattiva per gli investimenti. Tra queste, la creazione di un “28° regime” per le imprese, una struttura societaria europea unica – “EU Inc.” – pensata per semplificare le regole e consentire alle aziende di operare agevolmente in tutta l’Unione. Centrale anche la costruzione di una vera Unione del risparmio e degli investimenti e di un mercato energetico integrato, più stabile e accessibile.
Ampio spazio è stato dedicato anche a sicurezza e difesa. Von der Leyen ha ricordato l’aumento senza precedenti della spesa militare europea, che potrebbe raggiungere gli 800 miliardi di euro entro il 2030, e il rafforzamento di un’industria della difesa sempre più legata all’innovazione tecnologica e all’intelligenza artificiale.
Sul conflitto in Ucraina, la presidente ha ribadito il sostegno incondizionato dell’UE a Kyiv, annunciando un prestito europeo da 90 miliardi di euro per il biennio 2026-2027 e confermando la linea dura sui beni russi congelati. «L’Europa resterà al fianco dell’Ucraina fino a una pace giusta e duratura», ha affermato.
Infine, l’attenzione si è spostata sulla sicurezza artica e sulla Groenlandia, con la riaffermazione della piena solidarietà dell’UE con la Danimarca e della necessità di rafforzare la cooperazione con Stati Uniti e partner NATO. In questo quadro, Bruxelles sta lavorando a una nuova strategia di sicurezza europea e all’aggiornamento della strategia artica.
La conclusione del discorso è stata netta: il mondo è cambiato in modo irreversibile e l’Europa deve cambiare con esso, rafforzando la propria indipendenza senza rinunciare al dialogo con alleati e partner. Una sfida che, secondo von der Leyen, definirà il ruolo dell’Unione europea nel XXI secolo.
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