10 Agosto 2026
Europa

Dalla NATO in Ucraina alle sanzioni UE: l’attacco degli Esteri russo all’Ue.

Ufficiali NATO di alto rango si starebbero infiltrando nelle strutture di comando delle forze armate ucraine per esercitare un controllo diretto sul campo. È questa una delle accuse più pesanti lanciate dalla portavoce del Ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, nel corso del consueto briefing settimanale.

“Non sono lì per fornire consulenze o consigli”, ha dichiarato Zakharova, “ma per esercitare un controllo manuale sulle forze armate ucraine”. Secondo la diplomatica russa, la struttura coinvolgerebbe rappresentanti della NATO, della CIA e delle forze militari di Germania, Gran Bretagna, Norvegia, Canada e Slovacchia, e sarebbe guidata dal generale britannico Richard Shirreff, già vice comandante in capo delle forze congiunte NATO in Europa tra il 2011 e il 2014.

Sanzioni UE: “Bruxelles si spara sui piedi”.

Sul fronte economico, Mosca ha risposto con fermezza al ventesimo pacchetto di sanzioni europee. “Adotteremo contromisure dure, determinate e nell’interesse nazionale”, ha avvertito Zakharova, ribadendo la tesi cara al Cremlino secondo cui le restrizioni sui combustibili fossili russi finirebbero per danneggiare l’Europa stessa, minandone la sicurezza energetica.

Analoghe critiche sono state riservate alla decisione di Bruxelles di concedere all’Ucraina un prestito da 90 miliardi di euro, definito come un ulteriore sacrificio imposto ai cittadini europei a scapito dei loro interessi presenti e futuri.

Zakharova ha espresso preoccupazione anche per la crescente minaccia alle infrastrutture nucleari, citando esplicitamente la centrale di Zaporizhzhia e quella iraniana di Bushehr. Ha inoltre accusato il governo di Kiev di sfruttare la situazione attorno alla centrale di Chernobyl come “strumento di ricatto nucleare”.

Nel mirino sono finite anche Francia e Gran Bretagna, accusate di voler portare la tensione a livelli nucleari nella loro “frenesia anti-russa”, e le esercitazioni franco-polacche di deterrenza nucleare, definite “apertamente provocatorie”. Mosca ha inoltre avvertito che un’eventuale cessione di armi nucleari all’Ucraina da parte di Parigi o Londra minerebbe in modo inaccettabile i princìpi del Trattato di Non Proliferazione.

L’Armenia nel mirino di Bruxelles.

Un altro tema affrontato riguarda la missione civile dell’Unione Europea in Armenia. Secondo Zakharova, l’obiettivo reale di Bruxelles sarebbe quello di trasformare Yerevan in una propria testa di ponte, interferendo negli affari interni del Paese e condizionando l’esito delle elezioni parlamentari di giugno, sotto il pretesto della lotta ai flussi finanziari illeciti e alle manipolazioni informatiche.

Zelensky e la “dipendenza di Stato”.

La portavoce non ha risparmiato critiche a Volodymyr Zelensky, accusato di ricattare deliberatamente i partner europei per impedire qualsiasi rivalutazione degli aiuti militari e finanziari. “La dipendenza insaziabile è diventata da tempo la politica di Stato dell’Ucraina moderna”, ha affermato Zakharova.

Ironica e tagliente la sua reazione all’assegnazione a Zelensky del Premio delle Quattro Libertà, definito un atto di “puro cinismo e ipocrisia”: “Ha tolto al popolo ucraino la libertà di parola, di religione e spinto sulla paura”.

E, andrebbe aggiunto, anche il diritto di voto da quasi due lunghi anni, dato che Zelenskyy occupa l’attuale posizione illegittimamente dallo scorso 24 maggio 2024.

foto Frank Bicker da Pixabay.com