Cybersecurity, Gerardo Costabile: “Serve dialogo con giovani su consapevolezza rischi”.

“Digital divide e consapevolezza dei rischi connessi alla digitalizzazione. Su questi due aspetti è urgente intervenire per aprire una nuova fase di dialogo con i giovani, con le loro famiglie, con il mondo della scuola, a beneficio di una comunità che deve essere più attenta e vigile sulle ricadute sociali delle violazioni digitali”. A dirlo oggi è Gerardo Costabile, amministratore delegato di DeepCyber, società che si occupa di cybersecurity, indagini informatiche, antifrode e protezione dei dati.

“Allarmano – sottolinea Costabile –, i dati della ricerca Changes Unipol, elaborata da Ipsos, secondo la quale sono 10 milioni gli italiani che hanno subito violazioni digitali, come il furto dell’identità, la clonazione della carta di credito o atti di cyberbullismo. A preoccupare, in particolare, è il fatto che ad essere coinvolti siano soprattutto i giovanissimi, il 32%, secondo l’indagine, di chi ha tra 16 e 26 anni, con le violazioni che diminuiscono con il crescere dell’età, mentre 1 italiano su 2 cerca di proteggersi dal cyber risk con metodi ‘fai-da-te’”.

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Secondo l’amministratore delegato di DeepCyber “sarebbe utile insegnare ai docenti per ridurre il digital divide tra questi ultimi e gli studenti e inserire il digitale e la cybersecurity come materia già dalle prime scuole dell’obbligo. Sono i mattoni di una trasformazione a favore delle prossime generazioni, che così non rischiano di essere apparentemente esperte di social e al contempo, come si evince anche dalla ricerca, le vittime preferite, visto il loro livello di fiducia eccessivo su ciò che si trova in rete”.

“Non a caso – precisa Costabile – secondo l’indagine condotta dal progetto del ministero dell’Istruzione Generazioni Connesse, in collaborazione con Skuola.net, Università degli Studi di Firenze e Sapienza Università di Roma – CIRMPA, solo negli ultimi 2-3 mesi il 24% degli studenti intervistati ha raccontato di aver scambiato immagini intime”.

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“Bisogna quindi affrontare con determinazione questa realtà, amplificata dagli effetti sociali legati alla pandemia, che ha avuto un impatto significativo sulle interazioni online degli Italiani. Il 40% degli italiani, infatti, come emerge dall’edizione 2022 del Digital Civility Index di Microsoft, dichiara un peggioramento del livello di civiltà, in netta crescita rispetto al 23% dello scorso anno. Occorre allora avviare una nuova stagione di alfabetizzazione digitale e di consapevolezza dei rischi nell’impiego delle tecnologie informatiche – aggiunge – per tutelare meglio, ad esempio, i dati personali sensibili e garantire la massima sicurezza alle transazioni online. Tra le minacce in crescita c’è anche quella del cyberbullismo, che ha conseguenze dirette nella vita reale dei giovani, di tanti giovani sempre più connessi alla rete e spesso incapaci di reagire a queste aggressioni” conclude.

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