Europa

Cyberbullismo, l’Ue vara un nuovo piano d’azione a tutela di giovani e categorie vulnerabili.

La Commissione europea ha elaborato un piano d’azione contro il cyberbullismo che sarà al centro del dibattito nella sessione plenaria di febbraio del Parlamento europeo. Le misure previste mirano a proteggere bambini e giovani fino a 29 anni e gruppi particolarmente esposti, come persone con disabilità, comunità Lgbtiq, migranti e minoranze religiose, razziali ed etniche.

La diffusione dei canali digitali ha trasformato profondamente la vita quotidiana dei cittadini europei: secondo un’indagine Eurobarometro sulle comunicazioni elettroniche, il 97% della popolazione ha accesso a un telefono cellulare. Tra i più giovani, nativi digitali, l’interazione online è ormai parte integrante della socialità, ma porta con sé rischi significativi.

Lo studio dell’Organizzazione mondiale della sanità del 2022 sui comportamenti di salute degli adolescenti in Europa, Asia centrale e Canada ha rilevato che il 16% dei ragazzi è stato vittima di cyberbullismo almeno una o due volte nei mesi precedenti all’indagine. Già nel maggio 2022 la Commissione aveva presentato la strategia “Better Internet for Kids” (BIK+), che prevedeva il contrasto ai contenuti illegali e dannosi e l’istituzione di una linea di assistenza armonizzata per le vittime.

La preoccupazione dei cittadini è elevata: secondo un Eurobarometro del 2025 sulla “Decade digitale”, richiamato in un recente lavoro di indagine di Colin Murphy, oltre nove europei su dieci ritengono urgente un intervento delle autorità pubbliche per proteggere i minori online.

Nel suo programma politico, la presidente Ursula von der Leyen ha indicato la lotta al cyberbullismo come una priorità. Nel programma di lavoro 2026, pubblicato nell’ottobre 2025, l’esecutivo ha inserito formalmente il nuovo piano d’azione, frutto di consultazioni con governi nazionali, società civile ed esperti, nonché di un sondaggio diretto tra i minori e dello studio “Cyberbullying: Insights from science, policy and legislation”.

Il documento, di prossima pubblicazione, dovrebbe affrontare innanzitutto l’assenza di una definizione comune di cyberbullismo a livello europeo e proporre misure di prevenzione, campagne di sensibilizzazione e strumenti di sostegno alle vittime.

L’Europarlamento da anni sollecita un intervento più incisivo (ma come noto la Commissione europea non ascolta e traduce in atti). In una risoluzione del 2021 ha invitato gli Stati membri a elaborare strategie contro il bullismo online nell’ambito della Garanzia europea per l’infanzia. Nel 2022 ha messo in guardia dai rischi derivanti dalla combinazione tra discorsi d’odio e molestie digitali.

Nel 2023, con una risoluzione sulla strategia BIK+, i deputati hanno evidenziato le minacce per i minori in un ambiente digitale in rapida evoluzione e, in un successivo atto, hanno richiamato l’impatto del cyberbullismo sulla salute mentale di bambini e adolescenti. Più di recente, nel novembre 2025, il Parlamento ha approvato una relazione d’iniziativa sulla protezione dei minori online.

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