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Tamara Griffith

Dopo "Super Columbine Massacre RPG" del 2005, il videogioco sparatutto ambientato all'interno della Columbine High School di Littleton in Colorado, teatro del massacro del 1999 che costò la vita a 13 persone, i videogiochi tornano sull'argomento con "School Virtual Shooter", realizzato nel mese di dicembre 2017 dall'U.S. Army and Homeland Security Department per insegnare ai professori come comportarsi in caso di sparatorie a scuola e proteggere l'incolumità degli studenti. 

“Gli insegnanti quando decidono di fare questo lavoro non lo fanno aspettandosi di trovarsi in mezzo a proiettili vaganti. Ma sfortuntamente è questa la realtà” spiega Tamara Griffith, una delle creatrici del software, all’Associated Press. Ho sinceramente difficoltà a guardare a lungo i video con sequenze di questo simulatore e ho i brividi quando penso che negli USA sia necessario istruire gli insegnanti a come reagire in sparatorie a causa della loro frequenza. Ma il fatto che oggi il videogioco sia accettato come strumento educativo e capace di istruire professionisti a simili situazioni fa davvero capire quanto negli anni sia aumentata la gravità del fenomeno nelle scuole". Dati alla mano , dalle 62 sparatorie avvenute negli anni 90, si è passati , negli ultimi dieci anni , a ben 136 sparatorie scolastiche.

La politica del governo e delle istituzioni statunitensi di fronte a questo fenomeno (un quarto delle stragi o delle tentate stragi in USA avviene a scuola) appare abbastanza singolare , poichè prevede la diffusione di uno sparatutto tattico, piuttosto che regolamentare la diffusione delle armi da fuoco.

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