Genna di Taquisara

Roberto Brughitta è un autore che richiama alla mente i tempi in cui gli scrittori erano avventurieri e uomini d’azione. Chi segue le sue pagine social ne conosce le traversate in kayak alla scoperta di angoli sconosciuti della costa cagliaritana o di anfratti nascosti della sua amatissima Laguna di Santa Gilla. Uno scrittore il cui spirito votato all’esplorazione emerge in una produzione letteraria della quale “Genna di Taquisara”, edito da “AmicoLibro”, rappresenta l’ultima fatica.

L’opera, pubblicata a cinque anni di distanza dal romanzo “Baci di Laguna” in cui si raccontava il tormentato amore di due ragazzi sulle rive della Laguna di Santa Gilla del XV secolo, ci conduce nel basso medioevo sardo per narrare una storia di amicizia, coraggio e riscatto. Le vicende, di cui non vogliamo anticipare molto, si svolgono in gran parte ai piedi del castello di Siliqua, all’epoca importante centro politico e snodo di traffici della Sardegna meridionale. Protagonista della storia è Genna, ragazza dal difficile passato e dalle conoscenze prodigiose in odore di stregoneria. Accanto a lei, un anziano addestratore di cavalli e abile suonatore di launeddas. Tra i due nascerà una profonda amicizia che li porterà a vivere una straordinaria avventura ricca di incontri e colpi di scena.

L’opera, cosi come la precedente, rientra a tutti gli effetti nel genere del romanzo storico. Un genere ostico e complesso nel quale Roberto è indubbiamente a proprio agio. Pagina dopo pagina il lettore viene infatti guidato alla scoperta dell’epoca della quale si raccontano i fatti. Si apprendono cosi il significato di nomi di paesi e località, l’origine di sagre e feste tradizionali, oscuri avvenimenti del passato.

In “Genna di Taquisara”, convivono narrazione letteraria e descrizione storica con, a nostro avviso, la prevalenza del secondo aspetto sul primo. A riprova di ciò, la grande abilità di Roberto nel restituire atmosfere e suggestioni del passato, che emerge in numerose parti del libro. Chi ha letto “Baci di Laguna” ricorderà certamente le belle pagine dedicate a un porto di Cagliari brulicante di vita in seguito all’arrivo dei conquistatori catalani.

Volendo tracciare un bilancio siamo di fronte a un’opera letteraria il cui valore più autentico è dato, grazie al magistrale lavoro di “esplorazione” del suo autore, dalla capacità di riportare in vita un’epoca lontana. Consigliato pertanto a chiunque voglia conoscere una parte importante della storia della nostra isola attraverso le rocambolesche vicende di una ragazza un po strana e del suo anziano amico.