16 Marzo 2026
Europa

Croazia, mezzo milione al concerto di Thompson: l’UE interpellata sulle derive neofasciste

Scoppia la polemica in Europa dopo il mega-concerto a Zagabria del controverso cantante croato Marko Perković, noto con il nome d’arte “Thompson”. All’evento, che secondo le stime ha radunato oltre 500.000 persone, sono stati documentati episodi di apologia del fascismo, con slogan e simboli riconducibili al regime ustascia, responsabile durante la Seconda guerra mondiale di crimini contro l’umanità.

Il caso ha raggiunto le istituzioni europee attraverso un’interrogazione parlamentare presentata dall’eurodeputata Pina Picierno (S&D), dove è stato chiesto alla Commissione von der Leyen di chiarire quali misure intenda adottare per contrastare la diffusione di ideologie neofasciste negli Stati membri.

Al centro delle preoccupazioni, l’utilizzo durante il concerto del saluto “Za dom spremni” (“Per la patria, pronti”), emblema del regime ustascia e vietato dalla legge croata per il suo diretto legame con lo sterminio di serbi, ebrei, rom e oppositori politici, in particolare nel famigerato campo di concentramento di Jasenovac.

“Non si tratta di semplice espressione artistica o di una provocazione folcloristica – scrive Picierno – ma di manifestazioni che minano la coesione democratica e si pongono in aperto contrasto con i valori fondamentali dell’Unione europea”.

L’episodio di Zagabria rappresenta solo l’ultimo di una serie di segnali preoccupanti legati alla riabilitazione pubblica di simboli dell’estrema destra in vari Paesi europei. Perković, più volte al centro di polemiche per i testi delle sue canzoni e la simbologia dei suoi concerti, è considerato da molti una figura di culto per i movimenti ultranazionalisti croati.

foto EC – Audiovisual Service;Agence Copyright: UE