17 Ottobre 2026
Europa

Crisi Iran-Israele, Putin telefona a Pezeshkian e Netanyahu: “Rischio escalation catastrofica”.

In un momento di massima tensione in Medio Oriente, il presidente russo Vladimir Putin ha avuto colloqui telefonici separati con il presidente iraniano Masoud Pezeshkian e il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, in seguito all’attacco lanciato da Israele contro l’Iran e alla successiva escalation militare.

Putin ha espresso le sue condoglianze al governo e al popolo iraniano per l’elevato numero di vittime causato dai bombardamenti israeliani, che avrebbero colpito anche civili. Il Cremlino ha condannato l’azione militare di Tel Aviv, definendola una violazione della Carta delle Nazioni Unite e del diritto internazionale. Nulla di nuovo! Israele conferma, in modo incontrovertibile, tutto il proprio disprezzo per le risoluzioni della Comunità internazionale.

Il presidente russo ha ribadito l’impegno di Mosca per una soluzione pacifica del dossier nucleare iraniano e ha ricordato le iniziative già presentate dal governo russo per facilitare un accordo multilaterale condiviso: “La Russia continuerà a promuovere la de-escalation tra Iran e Israele”, ha dichiarato il Cremlino in una nota.

Nel colloquio con Netanyahu, Putin ha sottolineato l’importanza di riprendere urgentemente il dialogo e affrontare la questione nucleare iraniana esclusivamente attraverso canali politici e diplomatici. Mosca si è detta disponibile a svolgere un ruolo di mediazione per scongiurare un ulteriore aggravamento della crisi.

Secondo fonti ufficiali, è stato concordato che la Russia manterrà un contatto diretto e costante con entrambi i governi, nel tentativo di contenere la situazione, che viene descritta come “potenzialmente disastrosa per l’intera regione”.

foto Kremlin.ru