16 Marzo 2026
PoliticaSardegna

Crisi industriali in Sardegna, Ghirra incalza il Governo: “Sulcis dimenticato, servono risposte concrete”

Dopo l’appello congiunto lanciato il 26 luglio da Cgil, Cisl e Uil per affrontare con urgenza le vertenze industriali sarde – in particolare Portovesme Srl ed Eurallumina – è arrivata la risposta del Governo. Una risposta giudicata formale ma non risolutiva: i tavoli di confronto sono stati fissati a settembre, con date che vanno dal 15 al 22, suscitando nuove critiche da parte dei rappresentanti politici locali.

A farsi portavoce delle istanze del territorio è la deputata progressista Francesca Ghirra, che ha presentato una nuova interrogazione al Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, per chiarire le intenzioni del Governo su queste vertenze chiave per il Sulcis Iglesiente.

“Ho provato a sollecitare già due volte il Governo sulle tempistiche di approvazione del cosiddetto DPCM Sardegna, che consentirebbe l’arrivo del gas sull’isola e il rilancio della raffineria di bauxite, con un investimento da 400 milioni di euro e una prospettiva occupazionale di circa mille posti di lavoro, ma non ho ancora ottenuto risposte adeguate”, dichiara Ghirra.

La deputata lamenta inoltre l’assenza di aggiornamenti sul piano di ristrutturazione di Eurallumina, bloccato dal congelamento dei beni della controllata russa Rusal, da mesi al centro di uno stallo giuridico e produttivo: “Siamo anche in attesa di aggiornamenti da parte del Governo sul programma di ristrutturazione propedeutico al riavvio dello stabilimento Eurallumina, ma anche su questo tutto tace”, prosegue.

La questione si complica ulteriormente sul fronte Portovesme Srl, dove il progetto di riconversione legato al litio continua a rimanere in una zona grigia di incertezza: “Siamo finalmente riusciti ad audire in Commissione Attività Produttive l’amministratore delegato Garofalo per conoscere più a fondo il progetto litio, ma ancora non sappiamo quale sia la posizione del Governo sulla sua fattibilità, su cui pare che le interlocuzioni si siano interrotte dopo l’ultima visita in fabbrica, il 23 giugno”, evidenzia Ghirra.

La deputata sottolinea inoltre che il progetto litio solleva forti perplessità in un’area già provata da decenni di industria pesante, inquinamento e dismissioni. Due importanti linee produttive, quella del piombo e dello zinco, sono state progressivamente chiuse, lasciando spazio alla cassa integrazione e ad enormi difficoltà per l’indotto.

Per questo, Ghirra ha deciso di sollevare nuovamente la questione con una nuova interrogazione parlamentare rivolta al ministro Urso: “Ho chiesto al Mimit di chiarire le tempistiche e le prospettive occupazionali del riavvio di Eurallumina, se si stiano attivando per trovare soluzioni giuridicamente sostenibili al blocco dei beni aziendali riconducibili a Rusal, e di chiarire la posizione del Governo sul progetto litio”, spiega.

“Vogliamo sapere se la produzione di zinco sia ancora considerata strategica e come si stiano cercando nuovi investitori. Speriamo che finalmente rispondano alle nostre sollecitazioni – conclude Ghirra – ma soprattutto al grido disperato di un territorio che ha urgente bisogno di un rilancio immediato“.

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