10 Luglio 2026
Europa

Crisi idrica e rincari nei servizi: 53 milioni di europei a rischio.

Oltre 53 milioni di persone nell’Unione Europea vivono in aree a rischio scarsità d’acqua, secondo i dati pubblicati nel 2024 dal Servizio di Ricerca del Parlamento europeo. Una situazione sempre più critica, che colpisce soprattutto le famiglie a basso reddito e gli agricoltori.

A lanciare l’allarme è l’europarlamentare greco Kostas Papadakis (NI), che in un’interrogazione alla Commissione europea accusa le politiche dell’UE di aggravare la crisi idrica attraverso una logica di mercato, fondata sul principio della “piena copertura dei costi” e su un approccio che tratta l’acqua come una merce, piuttosto che come un bene pubblico.

“In molte zone – afferma Papadakis – i cittadini sono costretti a subire interruzioni della fornitura idrica e avvisi di razionamento, mentre i costi per acqua potabile, irrigazione e servizi igienico-sanitari aumentano senza che vengano garantiti i bisogni fondamentali”.

Nella sua interrogazione, Papadakis chiede conto alla Commissione sulle motivazioni alla base del sostegno al trattamento riservato a gruppi industriali e turistici, ai quali viene garantita una fornitura continua e agevolazioni finanziarie, mentre i progetti urgenti per migliorare le infrastrutture idriche – come la sostituzione delle reti obsolete e la gestione efficiente delle riserve – restano fermi o affidati a partenariati pubblico-privato, con costi scaricati sulle spalle dei cittadini.

Secondo Papadakis, la priorità data al settore privato e alle grandi imprese, a scapito degli investimenti pubblici, sta compromettendo il diritto universale all’acqua, che dovrebbe essere un servizio essenziale e garantito a tutti, in particolare in un contesto di cambiamento climatico e crescente pressione sulle risorse idriche.

    foto PublicCo da Pixabay.com