17 Marzo 2026
Politica

Crisi demografica italiana, Invitalia: nascite in calo e giovani in fuga

Questa mattina, davanti alla Commissione parlamentare d’inchiesta sugli effetti economici e sociali della transizione demografica, il dottor Mattarella di Invitalia ha delineato un quadro complesso.
A livello globale, i dati delle Nazioni Unite indicano che la popolazione mondiale continuerà a crescere fino agli anni Ottanta del secolo per poi avviarsi verso un graduale declino. L’Europa, tuttavia, sperimenta già un rapido invecchiamento: negli ultimi vent’anni la quota di over 65 è salita dal 16% al 21%, quella degli over 80 dal 3,8% al 6,1%, mentre gli under 15 sono scesi al 14,6%.

La crisi demografica italiana è la più acuta d’Europa.

Mattarella ha posto l’accento sulla situazione dell’Italia, che sta vivendo una crisi demografica senza precedenti. Tra il 2014 e il 2024 la popolazione è passata da 60,8 a 59,4 milioni, con una contrazione del 3,1%, causata principalmente dal costante superamento dei decessi rispetto alle nascite.
Nel 2024 i nuovi nati sono stati circa 370 mila, riscontrando un calo del 2,6% rispetto all’anno precedente, e le previsioni per il 2025 indicano un’ulteriore flessione. Il tasso di fecondità ha toccato il minimo storico di 1,18 figli per donna, e potrebbe scendere a 1,13 il prossimo anno.

A compensare in parte la situazione preoccupante è l’immigrazione, con un saldo positivo di 435 mila nuovi ingressi nel 2024. Resta però allarmante la perdita di capitale umano: cresce il numero dei giovani neet e prosegue la fuga di cervelli, con oltre 21 mila laureati tra i 25 e i 34 anni emigrati nel solo 2023.

Invecchiamento del lavoro, disuguaglianze territoriali e di genere.

L’età media della forza lavoro è salita da 42 a 44,2 anni in appena un quinquennio, segnando il crescente aumento della fascia over 50. Il Mezzogiorno si conferma l’area più fragile, con una perdita del 4,3% dei residenti e registrando flussi migratori in costante aumento, sia verso l’estero, sia verso le regioni del centro-nord.
Mattarella ha inoltre sottolineato il persistente divario di genere: l’occupazione femminile in Italia resta la più bassa d’Europa, e nessuna regione del Sud supera la soglia europea del 60%, dimostrando ancora una volta la debolezza del Mezzogiorno.

Le politiche per il rilancio italiano.

Secondo Invitalia, la risposta deve passare anche attraverso una riforma organica degli incentivi e con il futuro Libro Bianco sulle politiche industriali, un’opportunità fondamentale per porre un freno alla crisi italiana. Altre soluzioni potrebbero essere ottenute attraverso investimenti nelle infrastrutture sociali, nella digitalizzazione e nell’intelligenza artificiale, da considerare come strumento di supporto, e mai di sostituzione del lavoro umano.

grafico, Foto di StockSnap da Pixabay.com