Criptovalute russe aggirano le sanzioni UE: 9,3 miliardi di dollari spostati in quattro mesi.
L’Unione europea torna sotto pressione sul fronte della guerra finanziaria con Mosca. Secondo un’inchiesta del Financial Times, una nuova criptovaluta, la A7A5, avrebbe permesso alla Russia di spostare capitali oltreconfine per un valore di 9,3 miliardi di dollari in appena quattro mesi, aggirando le sanzioni occidentali.
Il token sarebbe stato lanciato da un oligarca moldavo latitante insieme a una banca russa del settore difesa già colpita da misure restrittive UE. La moneta digitale, scambiata su una piattaforma dedicata denominata A7, sarebbe ormai uno degli strumenti principali del Cremlino per finanziare campagne di influenza politica all’estero e per movimentare fondi verso partner commerciali come Cina e India, facilitando anche pagamenti legati all’export di petrolio.
Nel frattempo l’Ue non ha seguito l’esempio del Regno Unito, continuando a non sanzionare la piattaforma A7 e i suoi proprietari.
La questione, inoltre, arriva mentre la Banca centrale russa ha apertamente incoraggiato l’uso di criptoasset per ridurre l’impatto delle sanzioni occidentali, alimentando i timori di una vera e propria “rete parallela” di pagamenti fuori dal controllo del sistema finanziario globale.
La risposta della Commissione, come sempre, si farà attendere, ma il dossier, già da diversi mesi, rischia di diventare un nuovo banco di prova per l’efficacia del regime sanzionatorio europeo.
foto Benoit Bourgeois Copyright: © European Union 2014 – EP
