19 Luglio 2026
Europa

Crescono le violenze scolastiche e il cyberbullismo in Europa.

Le cronache raccontano un’Europa dove la scuola, sempre più spesso, diventa teatro di aggressioni fisiche, abusi psicologici e violenze silenziose consumate dietro uno schermo. Gli episodi più recenti – dal caso dei minori aggrediti e filmati in Grecia al suicidio del quattordicenne italiano vittima di bullismo omofobico, fino ai tragici precedenti in Francia, Finlandia e Regno Unito – hanno riacceso un dibattito che investe direttamente la tutela dei diritti fondamentali dei minori nell’Unione.

Il quadro normativo europeo non manca: la Carta dei diritti fondamentali garantisce dignità, protezione dei minori e divieto di discriminazione; il programma Erasmus+ promuove (ma solo sulla carta) inclusione e benessere mentale; il Digital Services Act rafforza la responsabilità delle piattaforme digitali contro l’odio e il bullismo online; la Strategia UE per i diritti dell’infanzia indica le linee d’azione. Ma l’applicazione resta disomogenea e priva di meccanismi vincolanti, lasciando ampi margini di vulnerabilità.

In risposta a un’interrogazione dell’eurodeputato Nikos Pappas, la Commissione ha illustrato le misure in arrivo. Bruxelles ricorda che la tutela dei minori online è una priorità assoluta, come ribadito dalla presidente della Commissione nell’ultimo discorso sullo stato dell’Unione. Le nuove linee guida adottate nel luglio 2025 nell’ambito del DSA puntano a rafforzare privacy, sicurezza e protezione dei giovanissimi.

La novità più rilevante è l’imminente Piano d’azione europeo contro il cyberbullismo, che “per la prima volta definirà il fenomeno a livello UE e fisserà un quadro di prevenzione, sensibilizzazione, supporto alle vittime e procedure di segnalazione”, sostiene il commissario Ue. “Un’impostazione – prosegue – che si affiancherà alla Raccomandazione del 2024 sulla protezione integrata dei minori, che invita gli Stati membri a dotarsi di strategie scolastiche anti-bullismo strutturate e trasversali”.

La Commissione ricorda inoltre gli strumenti già attivi: le linee guida su benessere e salute mentale a scuola, il Digital Education Action Plan, i centri Safer Internet – con le loro helpline, dove il cyberbullismo resta il tema più frequente – e i finanziamenti di Erasmus+, del programma CERV e del Corpo Europeo di Solidarietà, che sostengono “un certo tipo di progetti” per docenti, amministrazioni locali e studenti.