Europa

Crescono le divisioni all’interno del cattolicesimo statunitense sullo sfondo del confronto Leone-Trump.

Papa Leone XIV e Donald Trump sembrano avviarsi verso uno scontro sempre più evidente. Il primo pontefice americano della storia, pur non cercando il confronto diretto, appare destinato a entrare in rotta di collisione con il presidente degli Stati Uniti su una serie di temi chiave.

L’ultimo segnale di tensione è arrivato domenica scorsa, quando Trump ha ipotizzato un ruolo diretto di Washington nella gestione del Venezuela. Poco dopo, affacciandosi dalla finestra dell’Angelus su Piazza San Pietro, Leone XIV ha pronunciato, seppur con largo ritardo rispetto alle tempistiche del Vaticano, un appello alla tutela della “sovranità del Paese”, un messaggio letto come una presa di distanza dalle posizioni della Casa Bianca.

Per i conservatori americani vicini al movimento MAGA, si tratta dell’ennesimo episodio di una dinamica ormai evidente. Sebbene Leone adotti toni meno combattivi rispetto al suo predecessore Francesco, le sue priorità riportano al centro questioni sensibili del confronto culturale con l’amministrazione statunitense: immigrazione e deportazioni, diritti LGBTQ+, cambiamento climatico.

Il pontefice ha inoltre segnato una discontinuità significativa nella Chiesa americana rimuovendo il cardinale Timothy Dolan, figura di riferimento per l’area conservatrice e considerato vicino a Trump, da un incarico chiave a New York, sostituendolo con un vescovo noto per le sue posizioni favorevoli ai migranti.

Queste scelte mettono in luce le profonde divisioni all’interno del cattolicesimo statunitense. Se Leone si fa interprete di istanze progressiste, molti cattolici vicini a Trump mantengono posizioni rigide su immigrazione, sessualità e clima.

Pur mostrando inizialmente segnali di apertura verso i tradizionalisti, come il via libera alla messa in latino a San Pietro o l’uso di paramenti più solenni, Leone non ha rassicurato l’ala conservatrice, che continua a considerarlo pienamente allineato all’agenda del suo predecessore.

Il rapporto con Trump resta quindi improntato a una cauta distanza. Il presidente, interrogato sul pontefice, ha preferito parlare dell’incontro con il fratello di Leone in Florida, definito come “seriamente MAGA”, evitando lo scontro diretto. Ma le differenze di visione restano profonde.

foto ©️MassimoSestini/