Sardegna

Corte dei Conti: nel 2024 la finanza locale cresce, ma resta fragile il fronte dei Comuni in dissesto.

Nonostante un contesto economico globale segnato da incertezze, la finanza locale italiana ha proseguito nel 2024 un percorso di consolidamento. A evidenziarlo è la Relazione sulla gestione finanziaria di Comuni, Province e Città metropolitane per il triennio 2022-2024, approvata dalla Sezione autonomie della Corte dei conti (delibera n. 14/SEZAUT/2025/FRG).

Secondo i dati raccolti su un campione di 7.489 enti (di cui 7.392 Comuni), emerge una netta ripresa delle riscossioni tributarie (+14%) e una crescita della liquidità complessiva del 27,8%, accompagnata da una minore dipendenza da misure straordinarie, come dimostrano la riduzione della cassa vincolata e un calo del 41,5% nelle anticipazioni di tesoreria.

Il merito di questo rilancio è in buona parte del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), che ha fatto da volano per le entrate e le spese in conto capitale, aumentate rispettivamente del 55% e del 70,1%. In particolare, il 70% dei fondi PNRR è stato destinato a progetti nei settori dell’istruzione e delle infrastrutture sociali, rafforzando così il ruolo degli enti locali nella ripartenza del Paese.

Nel 2023 il risultato di amministrazione dei Comuni ha toccato i 60 miliardi di euro, in crescita del 4,6% rispetto all’anno precedente. Una performance positiva, sostenuta anche da un significativo aumento del fondo cassa iniziale e dei residui attivi. Tuttavia, oltre 900 Comuni risultano ancora in disavanzo, e gli spazi per la spesa autonoma restano ristretti.

A preoccupare è anche il ritorno in crescita dei debiti fuori bilancio, legati per lo più a sentenze esecutive. Il fenomeno è particolarmente grave nei Comuni in dissesto finanziario, che aumentano: 34 le nuove dichiarazioni nel 2024, portando a 227 le procedure aperte. La concentrazione dei casi resta elevata in Calabria, Campania e Sicilia, dove la durata media di un dissesto si attesta tra i 6 e gli 8 anni, non sempre con esiti risolutivi.

La Corte segnala inoltre la scarsa efficacia delle procedure di riequilibrio finanziario pluriennale, spesso attivate tardivamente e con esiti deludenti. Da qui la richiesta, ribadita con forza, di una rivisitazione del quadro normativo.

Il debito medio pro-capite dei Comuni resta stabile, poco oltre i 1.360 euro, con i piccoli enti locali generalmente più esposti. In crescita, però, i debiti verso i fornitori (+7,3%). Il patrimonio immobilizzato registra invece un aumento del 4%, trainato soprattutto dalle immobilizzazioni immateriali, cresciute del 17%.

La gestione finanziaria di Province e Città metropolitane mostra segnali di rafforzamento, pur a fronte di rigidità ancora forti e di un ruolo istituzionale non ancora definito con chiarezza. Nel 2023, le entrate delle Province sono salite del 6,4%, sfiorando i 9 miliardi di euro, grazie anche a fondi per viabilità, edilizia scolastica e spese energetiche. Ancora una volta, il PNRR è determinante: le spese in conto capitale crescono del 34,9%, con un focus su trasporti e digitalizzazione.

Anche sul fronte patrimoniale la situazione appare stabile, con immobilizzazioni materiali che rappresentano in media il 74% delle attività. L’indebitamento cala del 2,6% nel biennio.

Le 14 Città Metropolitane hanno registrato un balzo negli investimenti (+44%) e un forte miglioramento dell’equilibrio complessivo (+23,3%). In crescita anche il patrimonio immobilizzato (+9%), mentre il debito scende del 10%, pur restando concentrato nelle grandi aree urbane.

Guardando al prossimo anno, la Corte dei conti prevede un ulteriore miglioramento dei conti pubblici, con la riduzione del deficit e un rafforzamento dell’avanzo primario. Rimane però da affrontare l’incremento della spesa per interessi e, soprattutto, la persistente fragilità di molti enti locali, che richiede interventi mirati, strutturali e tempestivi.