Corte dei Conti: migliorano le misure Pnrr per donne e giovani…ma mancano i dati sull’attuazione.

Nella sua ultima relazione sul Pnrr, la Corte dei Conti ha analizzato gli effetti della revisione del Pnrr sulle misure dedicate a donne e giovani, confermando un quadro positivo (con l’aumento di 164milioni di risorse per i due gruppi) e ricordando alcuni aspetti da migliorare, specialmente sulla terza priorità trasversale dedicata al Sud.

“Al di là di quello che è contenuto nella relazione – ricordano da Fondazione Openpolis -, va sottolineato che le priorità trasversali del piano sono tre, ma di quella dedicata all’abbattimento dei divari territoriali non si sa nulla. Non solo la Corte dei conti non ne parla, ma in generale in nessuna documentazione ufficiale pubblicata sul Pnrr dal suo avvio a oggi, si trovano riferimenti chiari su questo aspetto. Mancano informazioni accessibili su quali sono le misure a essa dedicate, gli indicatori di valutazione, i progressi, gli importi. Ci chiediamo dunque se questa sia ancora una priorità per il Pnrr e se sì in che modo il governo intenda perseguirla”.

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Tra gli interventi che hanno subito un taglio delle risorse, il più rilevante è di oltre 1 miliardo in meno per il Piano asili nido. “Sappiamo – dalla quarta relazione del Governo al parlamento sull’attuazione del Pnrr – che la Commissione europea non ha considerato ammissibili le spese correnti e di gestione inizialmente previste per la misura, pari a 900 milioni di euro. Altre ragioni dichiarate del governo sono legate all’aumento generale dei costi di realizzazione e alla scelta di finanziare solo i progetti che si era certi potessero aggiudicare i lavori entro giugno 2023″.

Guardando al cronoprogramma, ancora, gli interventi per donne e giovani subiscono uno slittamento in avanti di numerosi interventi, con una riduzione della spesa prevista per il 2023 e un aumento di quella per il 2024-2026: 3 miliardi di euro circa, secondo Openpolis, sono le risorse tolte da quelle inizialmente previste nel 2023 e previste come spesa da effettuare tra il 2024 e il 2026.

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Analizzando la destinazione territoriale dei progetti dedicati a giovani e donne, le regioni che hanno ricevuto le risorse più ingenti sono la Lombardia (3.061 milioni di euro), Campania (2.661), Lazio (2.313) e Sicilia (1.779).

Resta pur sempre il giallo dei dati sullo stato di attuazione. Circa il 40% dei progetti Pnrr su donne e giovani è sì censito nel database Mop, ma non presenta dati sullo stato di attuazione, spiegano ancora da Openpolis. “Pur non avendo a disposizione i dati relativi al totale di interventi su donne e giovani che prevedono la realizzazione di opere, sappiamo che tutti i progetti che intervengono sulle due priorità ammontano a 72.952. È chiaro quindi che parliamo di un numero irrisorio di progetti, assolutamente sottorappresentativo. A ciò si aggiunge il fatto che il database Mop è aggiornato a ottobre 2023, ben 8 mesi fa, dunque si tratta di informazioni piuttosto datate per essere rappresentative dello stato di avanzamento dei lavori. Inoltre, non sono disponibili nella relazione i dati disaggregati tra i progetti dedicati alla parità di genere e quelli dedicati alla parità generazionale, ma solo i dati aggregati.

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Pur riconoscendo alcuni limiti nell’analisi, la Corte dei Conti fornisce comunque un parere positivo sull’attuazione di questi interventi. Osservando i dati, escludendo i 1.339 progetti non monitorati o che si trovano in fasi non meglio identificate, gli altri sono perlopiù allo stadio di progettazione esecutiva (943), seguiti dall’esecuzione vera e propria dei lavori (397). Lo step di chiusura intervento viene invece riconosciuto solo per 27 progetti.