16 Ottobre 2026
Sardegna

Corte dei Conti: l’INPS chiude il 2024 con conti stabili ma la spesa previdenziale continua a correre

Quadro complessivamente stabile, ma con alcune criticità. È il verdetto della Corte dei Conti sulla gestione 2024 dell’INPS, approvato dalla Sezione controllo enti, per la quale i numeri di bilancio mostrano un istituto solido nei fondamentali, ma alle prese con sfide strutturali che richiedono interventi tempestivi.

I conti: patrimonio in crescita, utile in calo.

Il risultato economico di esercizio si attesta a 1,029 miliardi di euro, in netta diminuzione rispetto ai 2,063 miliardi registrati nel 2023. Un arretramento significativo, compensato però dalla crescita del patrimonio netto, salito a 35,313 miliardi dai 29,784 miliardi dell’anno precedente, e dall’avanzo di amministrazione, che raggiunge quota 121,803 miliardi contro i 120,491 miliardi del 2023.

Sul fronte delle entrate, le contribuzioni incassate ammontano a 284 miliardi di euro, in aumento di 14,9 miliardi rispetto all’esercizio precedente. Un dato positivo, temperato però dall’incidenza crescente delle agevolazioni contributive, che hanno raggiunto il 15% del totale delle entrate, una voce che erode progressivamente la base contributiva disponibile.

Il nodo dei crediti inesigibili.

Tra le criticità più rilevanti segnalate dalla Corte dei Conti spicca il tema della riscossione dei crediti contributivi. Le difficoltà nel recupero di questi fondi rendono sempre più urgente un rafforzamento dei meccanismi di incasso, considerata la loro importanza centrale per garantire la copertura delle prestazioni obbligatorie. Un problema cronico che, se non affrontato con strumenti adeguati, rischia di pesare sempre di più sulla sostenibilità del sistema.

Ispettori in calo, lavoro irregolare nel mirino.

Sul fronte dei controlli, l’organico degli ispettori si è ridotto da 828 a 761 unità, principalmente a causa dei pensionamenti. Una contrazione che ha spinto l’istituto ad avviare nel 2025 nuove procedure di assunzione. La Corte dei Conti sottolinea tuttavia la necessità di interventi organizzativi mirati, soprattutto per intensificare le verifiche nei settori più esposti al rischio di lavoro irregolare, un fronte su cui i numeri attuali non appaiono sufficienti.

La spesa previdenziale accelera.

La spesa per prestazioni istituzionali ha raggiunto 417,408 miliardi di euro, in aumento di 19,345 miliardi rispetto al 2023. Una traiettoria di crescita che impone, secondo la relazione, un monitoraggio costante sia sul breve periodo, per verificarne l’impatto sul reperimento delle risorse contributive, sia sul lungo periodo, per valutarne gli effetti sull’intero mercato del lavoro. In aumento anche gli interessi passivi sulle prestazioni pregresse, saliti a 65,730 milioni di euro dai 46,158 milioni del 2023.

Sul versante dell’invalidità civile si registra invece un segnale positivo: i tempi medi di riconoscimento sono migliorati a livello nazionale, pur persistendo disomogeneità territoriali che richiedono attenzione.

Il patrimonio immobiliare e le partecipazioni societarie.

L’INPS gestisce un portafoglio immobiliare con un valore medio di 1,837 miliardi di euro, che tuttavia produce un rendimento netto negativo, pari a -1,94% al netto dei costi. Nel corso del 2024 sono state notificate oltre 14.000 diffide di pagamento per morosità e avviate più di 430 azioni giudiziarie per il recupero dei crediti e la liberazione degli immobili occupati. Le dismissioni del patrimonio, effettuate anche tramite aste, hanno generato proventi per 66,051 milioni di euro, con un plusvalore di 13,463 milioni.