10 Agosto 2026
Politica

Corte dei conti, il governo approva la riforma. L’ANM: “Preoccupati per le forzature”

Il Consiglio dei ministri, su proposta della presidente Giorgia Meloni, ha approvato in esame preliminare il decreto legislativo che riorganizza le funzioni della Corte dei conti, in attuazione della delega prevista dalla legge 7 gennaio 2026, n. 1 in materia di funzioni dell’Istituto e di responsabilità amministrativa per danno erariale.

Cosa prevede la riforma?

L’obiettivo dichiarato del provvedimento è rendere più efficiente l’attività della Corte, rafforzando il collegamento tra le funzioni di controllo, referenti e consultive da un lato, e quelle giurisdizionali dall’altro. A livello centrale le sezioni passano da dieci a cinque: tre si occupano di controllo, funzioni referenti e consultive per aree omogenee di amministrazioni e organismi pubblici; una quarta è dedicata al controllo sugli enti finanziati in via ordinaria dallo Stato e sulle società partecipate; la quinta assorbe le funzioni giurisdizionali e di finanza pubblica, fungendo da organo di secondo grado , e in alcune materie di unico grado di merito , della giurisdizione contabile. A livello regionale viene istituita un’unica sezione, articolata in due collegi, mentre resta invariato l’assetto nelle regioni a statuto speciale e nelle province autonome di Trento e Bolzano.

Il testo interviene anche sulla funzione requirente: le funzioni di procuratore regionale passano ai viceprocuratori generali, e vengono ampliati i poteri di indirizzo e coordinamento del procuratore generale, tra cui l’atto di indirizzo annuale sui criteri di priorità nella trattazione dei procedimenti e il potere di avocazione. Cambiano anche le regole sul reclutamento e sulla carriera dei magistrati contabili, con l’introduzione di prove psico-attitudinali al concorso, principi di rotazione tra le funzioni e il divieto di passaggio diretto da quelle requirenti a quelle giudicanti.

Quanto alla pianta organica, il numero complessivo dei magistrati resta fissato a 636 unità, ma cambia la loro distribuzione: i procuratori generali aggiunti salgono da uno a quattro, i presidenti di sezione scendono da cento a settantacinque, mentre le qualifiche di consigliere, primo referendario e referendario arrivano a 554. Il decreto dovrà ora ottenere il parere della Conferenza unificata, l’intesa della Conferenza Stato-Regioni per la parte relativa all’assetto organizzativo, e il parere delle Commissioni parlamentari competenti.

La reazione dell’ANM.

Sul provvedimento è intervenuta l’Associazione nazionale magistrati, che in una nota ha espresso forte preoccupazione per la riforma, ritenendo che essa metta a rischio “l’autonomia e l’indipendenza della magistratura contabile e comprometta la tutela dei diritti dei cittadini”. L’associazione ha parlato poi di un’ulteriore “forzatura del governo”, accusato di continuare a evitare il confronto con la magistratura, e ha espresso piena vicinanza ai colleghi della Corte dei conti attualmente in stato di mobilitazione.

foto Corte dei conti