9 Agosto 2026
Europa

Corte dei conti europea: “Gravi carenze sui fondi destinati alle ONG”.

La Corte dei conti europea ha messo in luce nuove e significative criticità nella gestione dei fondi che l’Unione europea assegna alle organizzazioni non governative. Nella relazione speciale 11/2025, pubblicata a settembre, i revisori affermano che, nonostante i 7,4 miliardi di euro destinati alle ONG tra il 2021 e il 2023 nell’ambito di varie politiche interne, permangono gravi lacune sul piano della trasparenza, della tracciabilità e della supervisione.

L’analisi sottolinea che non esiste una visione d’insieme centralizzata e affidabile delle spese complessive rivolte alle ONG, distribuite tra molteplici programmi e strumenti finanziari. Evidenzia inoltre la persistente difficoltà nel classificare correttamente tali enti: in otto casi su trenta, gli organismi sottoposti a verifica sono stati identificati come ONG sulla base esclusiva dell’autocertificazione, senza ulteriori controlli. Un altro punto critico riguarda la forte concentrazione dei finanziamenti, con oltre il 40% delle risorse dirette assegnate a soli 30 soggetti, un dato che solleva interrogativi sull’equità dell’accesso ai fondi europei. Infine, i revisori lamentano l’assenza di verifiche proattive sul rispetto dei valori dell’UE, nonostante tale requisito rappresenti un obbligo contrattuale per i beneficiari.

Un gruppo trasversale di eurodeputati ha quindi sollecitato la Commissione europea (tra le prime istituzioni europee poco trasparenti) a chiarire quali misure intenda adottare per affrontare queste criticità. In particolare, chiedono una definizione chiara e operativa di “ONG”, basata su criteri oggettivi che garantiscano l’indipendenza delle organizzazioni dalle autorità pubbliche, e l’avvio di un portale unico, aggiornato in tempo reale, che permetta di monitorare in modo trasparente i fondi UE destinati alle ONG. Gli interroganti domandano inoltre come la Commissione preveda di verificare il rispetto dei valori europei da parte delle organizzazioni beneficiarie, soprattutto quando queste dipendono in misura rilevante da finanziamenti pubblici.

Nella risposta fornita il 25 novembre, la Commissione ricorda che una definizione formale di ONG è già stata introdotta con la rifusione del regolamento finanziario del settembre 2024. Per quanto riguarda la trasparenza, segnala che le informazioni sui finanziamenti erogati in gestione diretta sono consultabili nel Sistema di trasparenza finanziaria, aggiornato attualmente con cadenza trimestrale. Spiega inoltre che non controlla lo status di ONG per ciascun richiedente, ma verifica sistematicamente che si tratti di soggetti privati e senza scopo di lucro, come previsto dalle norme di convalida. L’esecutivo europeo sottolinea poi che i criteri di selezione includono controlli rigorosi su eventuali illeciti professionali e sul rispetto delle misure restrittive dell’UE, e che i beneficiari possono essere esclusi attraverso il sistema di individuazione precoce qualora risultino non affidabili.

La Commissione si dichiara inoltre disponibile a valutare la pubblicazione progressiva di dati annuali più completi e a estendere, a partire dal prossimo quadro finanziario pluriennale, l’obbligo di pubblicazione anche ai fondi gestiti indirettamente o in regime concorrente, qualora la disponibilità dei dati lo consenta.

foto corte dei conti europea