14 Marzo 2026
Sardegna

Corte dei conti: avanza la banda ultralarga, ma persistono forti divari regionali

Prosegue l’attuazione del Piano Banda Ultralarga, ma con ritmi disomogenei sul territorio nazionale. A fronte di una programmazione complessiva che interessa 8,3 milioni di unità immobiliari – di cui 6,3 milioni da connettere in tecnologia Ftth (Fiber to the home) e 2 milioni in Fwa (Fixed wireless access) – a fine ottobre 2025 risultavano coperti il 77% degli immobili previsti in Ftth (pari a 4,8 milioni) e il 61% di quelli in Fwa (1,25 milioni).

Quasi completata, invece, la connessione delle sedi della Pubblica amministrazione e delle aree industriali: il tasso di realizzazione ha raggiunto il 99,8%, con 27.141 siti collegati sui 27.183 programmati. Rispetto a novembre 2024, l’avanzamento ha registrato un incremento del 14% nella copertura Ftth delle abitazioni civili e del 20,8% per le sedi PA e le aree industriali.

È quanto emerge dalla Delibera della Corte dei conti, con cui il Collegio del controllo concomitante ha analizzato lo stato di avanzamento del Piano Banda Ultralarga – Aree Bianche. L’analisi prende in esame anche le misure adottate dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy in risposta alle raccomandazioni formulate nel 2024, nonché l’aggiornamento del cronoprogramma presentato da Open Fiber, che prevede uno slittamento complessivo di circa un anno delle attività residue.

Nonostante i progressi definiti “sensibili”, la Corte osserva che la nuova tempistica deve ormai considerarsi definitiva, con l’ultimazione dell’88% dei collaudi entro il 2025 e del restante 12% nel 2026. Per sostenere questo obiettivo, il Mimit ha rafforzato il sistema di governance, intensificando il monitoraggio, il coordinamento tra Infratel, concessionario e amministrazioni territoriali, nonché la definizione dei target. Tra gli effetti concreti di tali interventi figurano la riduzione dei Comuni classificati come critici – passati da 136 nell’agosto 2025 a 116 nell’ottobre successivo – e la revisione dei piani economico-finanziari di fine 2024, che ha incrementato il contributo pubblico di 660 milioni di euro. A ciò si aggiungono la proroga delle concessioni e l’introduzione di meccanismi di subentro, con un aumento medio del valore contrattuale pari a circa il 25% rispetto all’aggiudicazione originaria.

Resta tuttavia ancora lunga, sottolinea la Corte, la strada per il raggiungimento dei target fissati per il 2026, soprattutto in alcune regioni. Liguria, Emilia-Romagna, Lombardia e Valle d’Aosta si collocano infatti al di sotto della soglia del 70% di realizzazione per gli obiettivi relativi alle abitazioni civili; in Liguria ed Emilia-Romagna la stessa criticità riguarda anche le sedi della Pubblica amministrazione. In otto regioni il livello di avanzamento si colloca tra il 70 e il 90%, mentre solo nelle restanti otto è stata superata la soglia del 90%.

Nel complesso, una quota significativa di unità immobiliari risulta comunque in fase avanzata: oltre 441.000 (pari al 7% del target) sono già in collaudo e circa un milione (il 16%) è in lavorazione. L’infrastruttura Ftth ha raggiunto 5.144 Comuni italiani, mentre la copertura Fwa interessa 4.671 Comuni.

Sul fronte dei ritardi attuativi, la Corte segnala infine la scarsa efficacia del ricorso alle penali: solo il 2% di quelle comminate è stato effettivamente incassato e oltre la metà è oggetto di contenzioso. Da qui la raccomandazione al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, anche attraverso Infratel Italia, di rafforzare ulteriormente i controlli e gli interventi correttivi per garantire il rispetto del nuovo cronoprogramma.