20 Luglio 2026
Sardegna

Corte dei Conti: 457 milioni contro la violenza sulle donne, ma i servizi restano disomogenei sul territorio

Quasi mezzo miliardo di euro speso e rendicontato, una rete di centri antiviolenza in crescita, ma ancora troppo diseguale da regione a regione. È il quadro che emerge dalla relazione approvata dalla Sezione centrale di controllo della Corte dei Conti , sul Fondo per le politiche relative ai diritti e alle pari opportunità, con specifico riferimento al sostegno alle donne vittime di violenza e ai loro figli.

I numeri: 457,8 milioni in nove anni.

Nel periodo 2017-2025 gli stanziamenti complessivi hanno raggiunto i 401,6 milioni di euro di risorse statali, cui si aggiungono 56,2 milioni di contributo regionale, per un totale di 457,8 milioni interamente spesi e rendicontati. Le risorse, gestite dal Dipartimento per le pari opportunità della Presidenza del Consiglio, hanno finanziato centri antiviolenza, case rifugio e interventi di prevenzione e contrasto della violenza di genere.

Rispetto alla precedente analisi del 2016, la Corte registra un’evoluzione significativa sul piano normativo, finanziario e programmatico, in linea con gli impegni internazionali assunti dall’Italia , dalla Convenzione di Istanbul all’Agenda ONU 2030. La rete dei centri di accoglienza si è ampliata in modo considerevole, gli strumenti di coordinamento istituzionale si sono rafforzati e cresce l’attenzione all’empowerment femminile e alla formazione degli operatori del settore.

Le criticità: il Sud resta indietro.

Tuttavia il quadro non è privo di ombre. I livelli quantitativi delle strutture di accoglienza restano al di sotto degli standard europei, e le differenze territoriali nella qualità e nella tipologia dei servizi offerti sono ancora marcate. Le regioni mostrano capacità organizzative disomogenee, e i tempi di ripartizione dei finanziamenti ,così come quelli di trasmissione dei dati , non sono sempre adeguati all’urgenza del fenomeno.

La magistratura contabile non si limita a fotografare la situazione: indica la strada. Chiede il potenziamento dei sistemi informativi e un coordinamento nazionale più stringente, basato su criteri uniformi di verifica. Sollecita continuità e rapidità nell’assegnazione delle risorse, oltre all’aggiornamento degli standard organizzativi e qualitativi delle strutture di accoglienza e dei percorsi di formazione del personale specializzato.

Un capitolo a parte merita la prevenzione culturale: la Corte sottolinea l’importanza di interventi strutturati nelle scuole contro gli stereotipi di genere e per l’educazione alla parità e alla prevenzione della violenza nelle relazioni interpersonali, in linea con le indicazioni degli organismi europei di monitoraggio della Convenzione di Istanbul.

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