Corruzione nelle istituzioni UE: perché la sezione è scomparsa dalle indagini dell’Eurobarometro?
Dal 2005 l’Eurobarometro ha misurato per anni la percezione della corruzione tra i cittadini europei, includendo esplicitamente le istituzioni comunitarie accanto a quelle nazionali, regionali e locali. Nel 2006 il 71% degli intervistati riteneva che la corruzione fosse presente anche a livello UE; nel 2012 la quota si attestava al 73%. Poi, silenzio: nelle edizioni più recenti dell’indagine , compresa quella del 2024 , la voce “istituzioni europee” è semplicemente scomparsa dal questionario, che oggi si concentra solo su livello nazionale, regionale e locale.
A sollevare il caso è stato l’eurodeputato polacco Mariusz Kamiński (ECR), firmatario di un’interrogazione scritta alla Commissione , mirata a chiedere conto di questa omissione.
Il tempismo non è casuale: la domanda arriva dopo una serie di scandali che hanno coinvolto Bruxelles negli ultimi anni, con accuse di corruzione a carico di alti funzionari del Parlamento, della Commissione e del Servizio europeo per l’azione esterna , fino al caso limite di un ex Commissario alla Giustizia, Didier Reynders, incriminato per riciclaggio di denaro mentre era ancora in carica.
Kamiński , nell’occasione, ha posto tre domande dirette: perché si è deciso di non pubblicare più dati sulla percezione della corruzione nelle istituzioni europee? La Commissione conduce comunque ricerche interne su questo tema, e se sì, con quali risultati? E infine, dato che la direttiva anticorruzione UE include esplicitamente i funzionari europei nella definizione di “pubblico ufficiale”, intende Bruxelles reintrodurre questa sezione nell’Eurobarometro?
La risposta, firmata dalla presidente Ursula von der Leyen, non scioglie granché il nodo. Secondo la Commissione, le indagini Eurobarometro servono principalmente ad alimentare i dati sul Semestre europeo e il Rapporto annuale sullo Stato di diritto, motivo per cui si concentrano “prevalentemente sul livello nazionale”. Von der Leyen ricorda che i sondaggi hanno anche contribuito a elaborare la direttiva anticorruzione UE, ma chiude la porta a modifiche immediate: “Attualmente la Commissione non prevede di cambiare l’ambito di queste indagini”, pur riservandosi la possibilità di aggiungere domande in futuro “per rispondere a circostanze o priorità mutevoli”.
Una risposta che, di fatto, non spiega perché la domanda specifica sulle istituzioni europee sia stata eliminata proprio mentre gli scandali di corruzione a Bruxelles si moltiplicavano , lasciando aperto l’interrogativo che aveva motivato l’interrogazione parlamentare.
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